Federico II, ecco la nuova governance: l’Ateneo retto da Andrea Mazzucchi riorganizza le macroaree strategiche tra diritto allo studio, ricerca e parità: «Una visione che non lascia indietro nessuno»

L’Università degli Studi di NapoliFederico II definisce la nuova architettura della governance per il sessennio 2026-2032. La nuova organizzazione si articola in diverse macroaree strategiche, ciascuna affidata al coordinamento funzionale di una delegata o delegato del rettore, e in specifici ambiti di competenza assegnati a referenti. “Un sistema – si sottolinea in una nota – pensato per valorizzare competenze e responsabilità, favorire la collaborazione tra le diverse componenti dell’Ateneo e assicurare un raccordo costante tra indirizzo strategico e attuazione delle politiche”. Tra gli elementi del nuovo modello vi sono la definizione di obiettivi annuali e pluriennali, il monitoraggio della loro attuazione e la verifica dei risultati. Particolare rilievo assume la centralità del diritto allo studio. “Borse di studio, residenzialità, ristorazione, spazi per lo studio, accessibilità e servizi agli studenti sono parte integrante di una politica che considera la qualità dell’esperienza universitaria una condizione essenziale del successo formativo. L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli economici, sociali e personali che possono limitare l’accesso e la piena partecipazione alla vita dell’Ateneo.

La nuova governance riconosce inoltre un valore strategico alla promozione della cultura della pace, dei diritti umani e del dialogo interculturale”, viene rimarcato. Un impegno altrettanto netto riguarda le pari opportunità, l’uguaglianza di genere e la valorizzazione delle diversità. Tra le priorità anche l’innovazione della didattica e lo sviluppo del Teaching and Learning Center, il sostegno alla ricerca e alla progettualità competitiva, il trasferimento delle conoscenze, l’internazionalizzazione, la trasformazione digitale e l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale, la sostenibilità economica e ambientale, il welfare e la semplificazione amministrativa.

“La qualità di un’università – ricorda il rettore Andrea Mazzucchi – non si misura soltanto attraverso i risultati della ricerca, la capacità di attrarre finanziamenti o il prestigio internazionale. Si misura anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno, di garantire pari opportunità, di promuovere la dignità della persona e di farsi presidio di cultura, dialogo e pace. È questa la visione che vogliamo tradurre in politiche concrete: una Federico II capace di valorizzare tutte le proprie competenze, di ascoltare la propria comunità e di assumere pienamente la responsabilità pubblica che la sua storia e il suo ruolo le affidano”