Nella Chiesa di Sant’Antonio a Sant’Anastasia i funerali dell’archeologo Antonio De Simone. A Lui il merito di aver formato intere scuole di studiosi

Con la morte di Antonio De Simone non se ne va solo un pezzo importante della cultura vesuviana nel mondo. Se ne va un esempio di caparbietà, rigore scientifico, attaccamento al territorio. L’archeologo di Sant’Anastasia si è spento a 78 anni. I funerali si terranno questa mattina venerdì 30 ottobre alle 10 nella parrocchia di Sant’Antonio a Sant’Anastasia.

Il suo nome è legato a due cantieri che hanno cambiato la conoscenza del territorio. A Ercolano ha guidato gli scavi alla Villa dei Papiri, la grandiosa residenza patrizia celebre per la sua biblioteca carbonizzata, riportando alla luce settori fino ad allora inesplorati, tra cui un ampio salone e rilievi in marmo con scene mitologiche. A Somma Vesuviana, in località Starza della Regina, ha diretto dal 2002 la missione italo-giapponese alla cosiddetta Villa Augustea insieme all’Università di Tokyo, uno scavo che ha mostrato come le comunità vesuviane siano tornate a vivere e a costruire dopo l’eruzione del 79 d.C. Un sito che non ha mai lasciato: ancora nel 2024 ne seguiva la conservazione e il restauro. Docente all’Università Suor Orsola Benincasa e allievo di Alfonso de Franciscis, storico soprintendente di Napoli, De Simone ha formato generazioni di archeologi tra cui anche Alberto Angela.