ELEZIONI A SANT’ANASTASIA – Partono i comizi e anche i veleni, le campagne elettorali dei candidati al ruolo di Carmine Esposito entrano nel vivo. Chi sostiene chi?

Sant’Anastasia – Dopo le prime baruffe a mezzo social la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale entra nel vivo. L’outsider Alessandro Pace continua la sua campagna di ascolto e incontro con la città con i suoi aperitivi informali e diretti, nel suo stile che non prevede accordi d’apparato o carovane di liste a suo sostegno. Mariano Caserta che dalla sua conta l’appoggio di diverse segreterie di partito già strutturate alle campagne elettorali, ha affidato la sua campagna a Francesco De Rosa, giornalista e scrittore fino a qualche tempo fa responsabile della comunicazione dell’imprenditore Michele Piccolo (quello della catena di supermercati), vicino al sindaco uscente Carmine Esposito, che oggi è il suo più acerrimo rivale al punto di aver pubblicato l’audio di telefonate registrate (senza consenso) che ne minano certamente l’immagine.

Ciro Colombrino, blogger e animatore di Sant’Anastasia Oggi

Dall’altra parte il sindaco uscente Carmine Esposito che conta sui suoi fedelissimi che negli ultimi tempi sono diventati sempre di meno. Due, anzi tre stili diversi di fare campagna elettorale. Caserta si affida al giallo e a una serie di blog collaterali (qualcuno anche querelato per calunnia e diffamazione, dall’amministrazione comunale) che all’inizio della presentazione dei candidati ne hanno detto di pesta e di corna sull’attuale sindaco, tirando soprattutto in ballo la questione giudiziaria che l’ha visto protagonista qualche anno fa. Esposito, proprio in merito alla questione, non va nemmeno al bar senza la sentenza di condanna in tasca, che gli serve a rilanciare la questione giustizia, siccome quando il sindaco che l’ha succeduto (suo nipote) Lello Abete è stato arrestato per la “compravendita” di posti di lavoro al Comune, il suo vice era Mariano Caserta, che non è mai finito nemmeno nel registro degli indagati per la verità.

L’imprenditore Michele Piccolo

Dopo le scintille, il silenzio, mentre nel frattempo Caserta ricuciva il “campo largo”, promettendo al Partito Democratico che lo sostiene (assieme anche a pezzi di ex Lega oggi Vannacci e destra) il ruolo di vice sindaco qualora vincesse le elezioni. Carica di vice sindaco che dovrebbe da accordi pre elettorali andare a Peppe Maiello, fino all’ultimo aspirante candidato a sindaco e poi “immolato” alla causa di forza maggiore: battere Esposito e amministrare finalmente dopo anni il Comune. Ruolo di vice di Caserta, qualora vincesse le elezioni, che però parte dei democrat vorrebbe andasse a Raffaele Coccia, mentre un’altra parte all’avvocato, storica militante dem Marina Mollo. Accordi che fanno i conti senza l’oste che dall’urna potrebbe anche ribaltare una “capacità numerica maggiore” tanti sono i candidati che sostengono Caserta rispetto ai fedelissimi che hanno continuato a sostenere Esposito.

L’ex sindaco Lello Abete

Quest’ultimo dopo un periodo di “criticità” dovuto al fuoco incrociato soprattutto sui social che ribadiva sempre la vicenda giudiziaria e la vicinanza al magnate dei supermercati Michele Piccolo, ha ripreso la corsa e recuperato su molte zone della città. Certo, Caserta ha un esercito di candidati che dovrebbe solo prendere pochissimi voti per non essere un serio problema per Esposito, che però si sta giocando la carta della “concretezza” rispetto ad una coalizione, quella di Caserta, troppo eterogenea per poter dare sicurezza a una città che si appresta a investire sul Puc da poco redatto e su una serie di azioni messe in essere proprio durante il mandato Esposito che rilanciano l’assetto culturale della città puntando sulle “vie della Fede” e sulla storica vocazione imprenditoriale e commerciale con le aree Zes e con il comparto dell’artigianato enogastronomico di qualità. Insomma la partita si sta giocando sulla “credibilità”. Mariano Caserta non rappresenta il nuovo, nemmeno lui è nuovo alla cosa pubblica, ma l’antitesi a Carmine Esposito. Alessandro pace ha un peso specifico sicuramente ma non è fondamentale nella guerra elettorale che specie nelle ultime settimane di campagna elettorale e fino a poche ore dal “silenzio” si faranno i fedelissimi di Esposito e quelli che sotto la confederazione targata Mariano Caserta tenteranno di “abbattere” il sindaco uscente. Di cosa ha veramente bisogno una delle città col più grosso Pil delle aree interne della Città Metropolitana di Napoli? Di una campagna elettorale puntata sulla questione morale che su una piattaforma istituzionale insinua dubbi e su blog collaterali bullizza e attua la macchina del fango, o di una continua ribalta personale che finisce per mettere in ombra perfino i fedelissimi, riguardo a Carmine Esposito?

Il giornalista scrittore Francesco De Rosa

Si vede che Caserta ha una cabina di regia che gli cura la comunicazione ed Esposito no. Si vede altrettanto che tranne la pratica strana del tappezzare le città di manifesti, quasi tutto è incentrato sui social e ci sta. Si vede che Mariano Caserta nel tempo ha acquisito più dimestichezza con la comunicazione e Carmine Esposito in qualche occasione riesce persino a non essere autoreferenziale spiegando le cose che ha fatto. Né il sindaco uscente né il suo maggiore competitor sanno però che una identità digitale va costruita, sedimentata e rilanciata perché possa essere persuasiva riguardo l’elettorato. Ammesso che i proclami coordinati o scoordinatissimi servano veramente all’esercizio del voto in una città socialmente per quanto variata negli anni, ma ancora legata a storiche famiglie e ai grossi portatori di voto. Poi c’è una parte di Sant’Anastasia “giovane” che potrebbe essere intercettata coi social e una parte di Sant’Anastasia, sempre giovane, che purtroppo tutti e tre i candidati fanno finta non esista: quella Sant’Anastasia armata che spara tra la gente e in collegamento coi grossi clan napoletani continua a gestire gli affari sporchi in città.

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