A Sant’Anastasia, una raccolta di firme per salvare il Castello Marra: un patrimonio da restituire alla comunità attraverso il Fai

Sant’Anastasia – È partita una raccolta firme con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e richiamare l’attenzione sul grave stato di degrado in cui versa la struttura, affinché si possa arrivare a un concreto progetto di recupero e valorizzazione. Il palazzo dei Marchesi della Marra Quinto a Sant’Anastasia risale al periodo cinquecentesco. Nel comune vesuviano è conosciuto anche come ‘castello’ grazie all’imponenza della struttura e per la presenza di una splendida colombaia che svetta come la torre di un castello. L’edificio è situato alle pendici del Monte Somma, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio. La famiglia Della Marra è un antico casato nobiliare di origine normanna. Le sue radici più remote si fanno risalire alla Norvegia; da lì la famiglia si sarebbe trasferita in Francia, per poi giungere nel Mezzogiorno d’Italia al seguito di Tancredi d’Altavilla, nel 1041.

Nel 1140 Roberto della Marra, potente barone del Regno di Napoli sotto Ruggero II di Sicilia, estese i possedimenti familiari da Barletta fino a Messina, Ravello e Napoli, dove il casato fu iscritto al Sedile di Capuana. Nei secoli successivi la famiglia si ramificò in numerose linee, ottenendo feudi e titoli in tutto il Mezzogiorno. Il legame tra i Della Marra e Sant’Anastasia è documentato innanzitutto dalla toponomastica cittadina: la frazione di Marra-Marciano, Via Marra Marciano e Via Marra Paparo portano ancora oggi il nome del casato. A questo si aggiunge la testimonianza materiale del palazzo, una dimora cinquecentesca la cui origine è fatta risalire, in via ipotetica, addirittura intorno all’anno Mille. Il palazzo, disabitato da circa cinquant’anni, convive oggi con crepe, vegetazione infestante e il progressivo abbandono. Sui social è partita una raccolta firme per risollevarne le sorti e con esse tenere vivo il patrimonio architettonico, storico e culturale non solo di Sant’Anastasia ma dell’intero Vesuviano. L’iniziativa punta anche a sostenere la candidatura del palazzo al censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, affinché questo importante bene storico possa ottenere visibilità e nuove opportunità di tutela.