DUBAI ALLE VONGOLE – A Volla i carabinieri su indicazione della Procura della Repubblica di Nola sequestrano preventivamente parte del mega complesso Volla Evolution. Le reazioni della politica

Volla – Dubai alle vongole, la cittadina con la più alta concentrazione di apertura di conti correnti bancari, postali e di libretti al portatore dell’hinterland napoletano, Volla l’ex capitale del friariello, oggi è diventata la capitale del cemento e basta alzare gli occhi al cielo, senza nemmeno essere troppo romantici per accorgersene. Volla che è stata amministrata da don Antonio Iorio (l’antitesi al nome era reverenziale) – nella foto sotto – padre padrone che ha permesso con tutti i pro e i contro del caso la metamorfosi della città, dalle paludi in cui regnava incontrastato il friariello, alla città ricca di negozi e parchi residenziali, non disdegnando quelli di edilizia economica e popolare. Poi la Volla di Guido Navarra, fino a quella che non è mai stata amministrata da sindaco da Agostino Navarro, anche se tutta la città ancora lo vorrebbe. Volla che ha perso la sua stabilità politica, per far posto a un capitalismo sfrenato che negli anni ha prodotto cemento e cambi di identità: semplici operai sono diventati dalla sera alla mattina palazzinari di successo. Scioglimento per infiltrazione camorristica (a tutti è nota la passione per la politica dell’indiscusso boss locale Gennaro Veneruso, oggi in carcere, che tra gli ’80 e i ’90 è stato anche consigliere comunale)  e una instabilità politica fatta di scioglimenti indotti dai consiglieri o per dimissioni dei sindaci hanno accompagnato la nuova era della Dubai sotto il Vesuvio, dove fino a qualche tempo fa in bella mostra c’erano ancora le gru per la costruzione dei palazzi. Concessioni, deroghe, un volume di cemento megagalattico per un città che non ha mai pensato alle infrastrutture primarie e ai servizi. Nella zona a valle c’è un parco bellissimo, i cui allacci dei citofoni, per problemi burocratici sono ancora volanti.

Sul cemento a Volla ci hanno scritto perfino i libri (un intero capitolo di “Impuniti. Storie di un sistema incapace, sprecone e felice” dell’inviato di Repubblica Antonello Caporale è dedicato proprio a Volla e alle cronache di questo giornale risalenti a vent’anni fa) oltreché centinaia articoli di giornale. E per il cemento a Volla, misto all’amianto molte persone purtroppo sono morte pure di tumore: il Tribunale di Nola ha emesso diverse sentenze di condanna (tra cui quelle contro INPS, Nuova Sacelit S.r.l. e Italcementi S.p.A.) per i danni alla salute e i decessi (come casi di mesotelioma pleurico) causati dalla prolungata esposizione delle fibre di amianto ai danni degli operai tra gli anni ’70 e ’90 che hanno lavorato alla Sacelit di Volla legata al Gruppo Italcementi.  Ci sono state indagini della magistratura, qualche sequestro (pochi per la verità), tante varianti, molti escamotage tecnici per “alleggerire” i problemi burocratici e una serie di licenze edilizie concesse dai funzionari che sostanza hanno svolto anche “l’indirizzo politico” quando alcune scelte spettavano alla Giunta di Governo della città. Ci sono stati scioglimenti di consigli comunali, dimissioni, ritiro delle stesse e cadute di molti sindaci prima di finire naturalmente il proprio mandato elettorale. Il cemento, nel bene e nel male a Volla è stato un attore protagonista. Vista l’urbanistica della città, onestamente più nel male che nel bene, ma evidentemente a chi Volla l’ha amministrata, questo, è interessato poco.

L’altro giorno l’ennesimo blitz dei carabinieri, all’interno del complesso immobiliare Ra.vi. Il Complesso Ravi a Volla è un importante intervento immobiliare e residenziale. Noto nella cronaca locale e nel settore urbanistico anche con la denominazione di “Volla Evolution“, il progetto fa capo alla società RA-VI. srl. ed è stato concepito come una grande opera di riqualificazione edilizia e urbanistica sul territorio cittadino, per un valore di 176 appartamenti, con annessi locali garage e commerciali che danno sulla strada. La struttura realizzata dalla Caliendo Immobiliare (oggi gestita dai figli di Antonio Caliendo) è da anni al centro di grossi dibattiti politici, ricorsi legali e verifiche amministrative legati alla legittimità urbanistica dei titoli edilizi rilasciati. L’altro giorno il blitz dei carabinieri e il consequenziale  sequestro Preventivo del complesso. I Carabinieri della Stazione locale e del Nucleo Forestale di Ottaviano, su disposizione della Procura della Repubblica di Nola, infatti, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo che ha colpito principalmente i locali commerciali e gli appartamenti non ancora occupati. In base alle prime informazioni, infatti, l’operazione pare non abbia (ancora) interessato i nuclei abitativi già regolarmente occupati dai residenti.

E se il primo intervento a mezzo social del sindaco Giuliano Di Costanzo (nella foto sotto) aveva indispettito anche i suoi fedelissimi (dovrebbe esserci sempre il Pd), perché un semplice scarica colpe su chi oggettivamente all’epoca delle concessioni era sindaco della città (Pasquale Di Marzo), senza entrare nel vivo della questione, magari tranquillizzando quei cittadini ignari di aver fatto un investimento “non tanto rassicurante”, dopo il sindaco ha cambiato rotta, in quanto durante il suo mandato invece sulla questione e su altre questioni urbanistiche “coraggiose” è stata istituita una commissione di indagine.

“In questi giorni, in seguito al sequestro di Volla Evolution, si è tornato a parlare della Commissione consiliare d’indagine sulle questioni urbanistiche.  Ricordo – ha detto a mezzo social il sindaco Di Costanzo – nuovamente che si tratta di un permesso che era già consolidato all’insediamento della mia prima amministrazione in quanto rilasciato in precedenza.

Sento il dovere di fare chiarezza rispetto a ricostruzioni del tutto false che circolano in merito alla mia posizione. Qualcuno sostiene che io sia sempre stato contrario a questa commissione e che per questo non sia mai stata instituita. Niente di più falso: La Commissione è stata istituita legittimamente nel 2023, su impulso dell’allora Presidente del Consiglio Francesco Molisso.

Si è regolarmente riunita per alcune sedute. Il punto politico e amministrativo su cui riflettere è un altro: questa commissione avrebbe dovuto produrre verbali di ogni seduta e, soprattutto, una relazione finale da sottoporre al Consiglio Comunale, al Sindaco e al Segretario Generale. Invece, dopo pochi incontri, improvvisamente o misteriosamente, non saprei quale è il termine esatto, non si è più riunita e non risultano agli atti dell’Ente né verbali né relazioni conclusive.

Proprio per questa ragione, questa mattina ho protocollato una richiesta ufficiale per avere accesso a tutti gli atti eventualmente prodotti dalla commissione. La trasparenza non si annuncia, si pratica.  Come Sindaco non mi si sono mai opposto e mai mi opporrò a strumenti di controllo e indagine.Parlo per me e a nome di tutta l’Amministrazione”.

Volla Evolution ha messo in discussione anche accordi politici, ultimamente non proprio solidissimi. Pasquale Petrone, animatore di Un Patto per Volla che di fatto ha sostenuto Giuliano Di Costanzo a sindaco, con un comunicato stampa ha spiazzato tutti.

“Il progetto politico “Patto per Volla” è nato con un’ambizione chiara: imprimere un radicale cambiamento e un forte rinnovamento nel modo di fare politica e nelle persone chiamate a governare la nostra comunità. I cittadini hanno dato fiducia al programma e a questa nuova volontà politica, affidandoci la responsabilità di restituire a Volla una nuova prospettiva.

A oltre un anno dall’insediamento dell’Amministrazione comunale, devo purtroppo constatare, con amarezza, che 𝗻𝗼𝗻𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼. – scrive Petrone – Il Patto per Volla nasceva dalla volontà di unire uomini e donne di buona volontà, anche provenienti da esperienze politiche diverse, capaci di mettere da parte appartenenze, divisioni e interessi personali per costruire una nuova comunità politica, fondata sulla responsabilità e sul bene comune. Ho invece la spiacevole sensazione che, per alcuni, il Patto per Volla sia stato soltanto un “𝗯𝗲𝗹 𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗼” da indossare durante la campagna elettorale, utile a conquistare la fiducia dei cittadini e raggiungere il potere, per poi tornare, una volta eletti, alle vecchie logiche della politica che avevamo promesso di superare. Non voglio accettarlo. Essere stato tra i promotori di questo progetto mi impone oggi un dovere morale: 𝗻𝗼𝗻𝘁𝗮𝗰𝗲𝗿𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝗿𝗺𝗶 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 al ritorno di una politica mediocre, autoreferenziale, condizionata esclusivamente da interessi individuali, convenienze di parte e ristrette logiche di potere lobbistiche. Continuo a credere nel Patto per Volla, ma proprio per questo sento il dovere di richiamare tutti alla coerenza e alle responsabilità assunte. 𝗜𝗹 𝗣𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗩𝗼𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗼 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲. Deve rappresentare ogni giorno un modo diverso di intendere e praticare la politica. Non ho contribuito a costruire questo progetto per assistere al ritorno di ciò che volevamo cambiare. 𝗜 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗼𝗹𝗹𝗮, e chi come me crede in una politica diversa, 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲, ma soprattutto non vogliono più essere ingannati da false promesse elettorali”. In attesa della prossima puntata”. Sulla questione è intervenuto anche l’ex sindaco Andrea Viscovo, animatore dell’associazione Oltre che chiede chiarezza ea assunzione di responsabilità, nei riguardi dei cittadini.