Terra dei fuochi: La Dia arresta l’ “inventore” delle ecomafie, colui che ha creato e gestito il traffico dei rifiuti verso Terra dei Fuochi

La foto segnaletica di Cipriano Chianese l' avvocato, ritenuto il 're dei rifiuti', a cui oggi, 6 aprile 2011, la Dia di napoli ha sequestrato beni per 13 milioni di euro.<br /><br />
Chainese era il titolare della Resit, un società che gestiva alcune discariche, di cui alcune che si trovano nel territorio di Giugliano, per le quali da anni si attende l'avvio di una operazione di bonifica. Un'area dove la gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti - prevalentemente quelli tossici e di natura industriali - ha causato danni notevoli al territorio, con l'inquinamento anche di decine di pozzi per l'irrigazione dei campi. Chianese, secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe percepito negli anni '90 dalla gestione delle discariche sino a 700 milioni di lire al mese. Ma sono stati gli stessi collaboratori di giustizia a rilevare che Chianese aveva puntato alla creazione di ulteriori societa' nel Nord, sempre operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Oltre al sequestro di alcune autovetture, a Chianese la Dia ha sequestrato una villa di 21 stanze a Sperlonga, due immobili a Parete, una cittadina del casertano, ed un capannone industriale che si trova in Santa Giustina del Colle, in provincia di Padova.<br /><br />
ANSA / UFFICIO STAMPA DIA

La Dia ha arrestato Cipriano Chianese, 62 anni, imprenditore legato al clan dei Casalesi per conto dei quali ha inventato e gestito il traffico illecito dei rifiuti confluiti anche nella Terra dei Fuochi. E’ accusato di aver estorto quote e gestione di una società di trasporti. Chianese, già ai domiciliari, è stato portato in carcere.La società al centro di questa inchiesta è la Mary Trans, attiva nel trasporto di persone e di rifiuti solidi urbani e speciali. Con il suo intervento, secondo le indagini l’avvocato-imprenditore dei Casalesi Cipriano Chianese riuscì a portarla nelle mani di suo fratello Francesco, nel dicembre del 2005. Insieme all’imprenditore, la Dia ha arrestato anche Carlo Verde, 37 anni, suo collaboratore. Cipriano Chianese è stato il primo a essere rinviato a giudizio, in Italia, negli anni ’90 per disastro ambientale ed avvelenamento delle falde acquifere. Ad aprile, per ordine del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, gli sono stati confiscati beni per 82 milioni di euro, che erano stati sequestrati nel dicembre del 2006.L’avvocato-imprenditore del clan dei Casalesi Cipriano Chianese, arrestato in queste ore dalla Dia per estorsione, commissionò per un milione di euro l’omicidio di un magistrato della Dda di Napoli che stava indagando sul suo conto. A rivelarlo è la persona incaricata dell’assassinio, nel frattempo diventato collaboratore di giustizia. Al pentito si rivolse, per conto di Chianese, Carlo Verde, 37 anni, collaboratore dell’avvocato, anche lui arrestato ora dalla Dia di Napoli per estorsione aggravata. Chianese è considerato da Dda e Dia il mandante, il regista e, insieme ad altri, parziale esecutore delle attività che nel dicembre 2005 portarono il clan dei Casalesi, tramite il fratello di Chianese, ad acquisire quote e gestione della società di trasporto Mary Trans e del relativo complesso aziendale. Chianese è considerato dagli investigatori come “colletto bianco” . Le indagini della Dia hanno accertato che una società riconducibile a Chianese, qualche anno prima, aveva acquistato l’area sulla quale sorgeva un impianto di smaltimento dei rifiuti. L’area e l’impianto vennero sequestrati e, per la prima volta in Italia, un indagato – Cipriano Chianese, appunto – venne rinviato a giudizio per disastro ambientale ed avvelenamento delle falde acquifere. Il procedimento giudiziario nei suoi confronti è ancora in corso. Oltre ad aver subito il sequestro  e la confisca di beni per 82 milioni di euro, Cipriano Chianese è stato sottoposto in passato all’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 3 anni e sei mesi.

I commenti sono disabilitati