Sentenza del tribunale di Nola per i maltrattamenti nella scuola San Giovanni de Matha a Somma Vesuviana, due maestre condannate
Sono arrivate le condanne nel processo sui presunti maltrattamenti avvenuti nella scuola dell’infanzia “San Giovanni de Matha” di Somma Vesuviana. Il Tribunale di Nola ha riconosciuto colpevoli due insegnanti accusate di aver vessato una bambina con ripetute violenze fisiche e psicologiche davanti all’intera classe. La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Arnaldo Merola al termine di un lungo e complesso iter giudiziario, segnato anche da problematiche relative alla corretta instaurazione del contraddittorio. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra maggio e giugno del 2019.
Secondo quanto sostenuto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, le due maestre avrebbero posto in essere reiterati comportamenti violenti e umilianti nei confronti della piccola alunna, episodi avvenuti all’interno dell’aula scolastica e sotto gli occhi degli altri bambini della classe dell’infanzia. Determinanti per le indagini furono le immagini registrate dalle telecamere nascoste installate dai carabinieri della Stazione di Somma Vesuviana all’interno della scuola. I filmati, acquisiti nel corso dell’inchiesta, avrebbero documentato in maniera chiara i comportamenti contestati alle imputate, consentendo agli investigatori di ricostruire quanto accadeva tra le mura dell’istituto senza creare allarme tra gli alunni e senza compromettere le attività investigative.
Nel corso del processo sono stati ascoltati numerosi testimoni ed è stato inoltre nominato un perito. Al termine dell’istruttoria, il Tribunale ha riconosciuto entrambe le insegnanti colpevoli del reato di maltrattamenti verso familiari.Per una delle imputate è stata inflitta la pena di due anni e sei mesi di reclusione, mentre l’altra è stata condannata a due anni, con concessione della sospensione condizionale della pena. Per entrambe è stata inoltre disposta l’interdizione dai pubblici uffici per due anni, oltre al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite nel giudizio.


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