Revenge Porn a Stefano De Martino, c’è un indagato: è l’ex addetto alla vigilanza che avrebbe dovuto proteggerlo dai reati informatici

C’è un indagato per il video carpito illegalmente dal sistema di videosorveglianza dell’abitazione romana dell’allora fidanzata del conduttore tv Stefano De Martino in cui l’uomo compare in atteggiamenti intimi con la ragazza. Si tratta di uno dei tecnici che hanno revisionato il sistema di videosorveglianza della casa che avrebbe conservato la password per accedere al circuito. La procura di Roma ipotizza nei suoi confronti l’accesso abusivo al sistema informatico ed il revenge porn. Accertamenti sono in corso su chi poi abbia diffuso il filmato sul web dove è stato condiviso più volte. L’indagine nasce da un esposto presentato nell’agosto 2025 dal noto conduttore televisivo  quando scopre che il video circola in rete.

Stefano De Martino è intenzionato “a devolvere integralmente in beneficenza, a favore delle associazioni impegnate nella lotta contro i reati informatici, il risarcimento che verrà ottenuto nei confronti dei soggetti che avevano il dovere di vigilare e monitorare l’operato del dipendente infedele”. A renderlo noto sono gli avvocati Angelo Pisani e Sergio Pisani legali del conduttore, che così intervengono dopo avere appreso, dai media, l’iscrizione nel registro degli indagati, per revenge porn, da parte della Procura di Roma, di un addetto alla sorveglianza. L’uomo per anni si è occupato del sistema di video sorveglianza dell’ex fidanzata di De Martino dal quale avrebbe acquisito e diffuso un video che ritraeva i due in atteggiamenti intimi.

Secondo i legali, la vicenda “evidenzia con forza la necessità di un intervento immediato sul piano tecnologico e normativo. E’ indispensabile individuare soluzioni informatiche efficaci che consentano di bloccare alla fonte la diffusione illecita di contenuti. Prevenendo così la reiterazione di simili condotte e garantendo una tutela concreta dei diritti fondamentali delle persone coinvolte”. I due avvocati ribadiscono il proprio impegno. “Affinché, oltre all’accertamento delle responsabilità, si giunga rapidamente all’adozione di strumenti concreti di prevenzione, nell’interesse della collettività”. Infine, invitano eventuali detentori di tale video “a cestinarlo perché ogni eventuale condivisione sarà individuata e punita”.

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