Omicidio Gelsomina Verde, confermate due condanne a 30 anni

La terza Corte di assise di appello di Napoli (presidente Vittorio Melito) ha confermato le condanne a 30 anni di reclusione inflitte nei confronti di Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi, alias o Vichingo, arrestati il 27 luglio 2023 e ritenuti componenti del commando che assassinò brutalmente la 21enne Gelsomina Verde. Presenti in aula la mamma e il fratello della ragazza, Anna Lucarelli e Francesco Verde, e gli avvocati, tra cui Gianmario Siani, legale della Fondazione Polis, e Marco Buzzo, del Comune di Napoli.

La vittima, secondo quanto emerso dalle indagini della direzione distrettuale antimafia di Napoli, venne coinvolta suo malgrado nella prima sanguinosa faida di camorra di Scampia e ammazzata in maniera efferata il 21 novembre 2004 durante lo scontro armato tra il clan Di Lauro e gli scissionisti degli Amato-Pagano.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Gelsomina Verde venne prelevata e portata nel luogo dove poi venne uccisa da tre persone: una si sedette sul lato passeggero della sua auto e le altre due – gli attuali imputati, in possesso dell’arma usata per il delitto – seguirono la vettura fino al luogo dove venne assassinata, a colpi di pistola, da Ugo De Lucia, cugino di Luigi De Lucia.

Il clan Di Lauro riteneva – erroneamente – che Gelsomina sapesse dove si stava nascondendo il loro rivale Gennaro Notturno, detto ò sarracino e per questo motivo decise di prelevare di forza e interrogare la giovane.

Lo scorso 10 settembre la procura generale (sostituto Carmine Esposito) ha chiesto la conferma dei 30 anni di reclusione inflitti al termine di un processo con il rito abbreviato celebrato davanti alla gup Valentina Giovanniello.