Il Convento e la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio e l’Associazione Mir Odv scrivono una lettera aperta a sindaco e cittadinanza sul duplice omicidio di Pollena Trocchia: ci siamo sempre stati nonostante le strumentalizzazioni
Sant’Anastasia – Alla luce dei tragici fatti accaduti lo scorso 17 maggio riguardanti il doppio femminicidio compiuto da un residente di Sant’Anastasia, il Convento e la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio, insieme alle associazioni operanti sul territorio, avvertono il profondo dovere di esprimere la massima vicinanza e il proprio cordoglio alle famiglie coinvolte in questa dolorosa vicenda.
In questi giorni è stato scritto molto a riguardo. In particolare, siamo rimasti profondamente colpiti da quanto dichiarato da una testata giornalistica locale, la quale ha rivolto all’intera popolazione — e nello specifico all’assessorato alle politiche sociali, agli assistenti sociali, alle associazioni del territorio e alla comunità parrocchiale — una domanda diretta: “Dove eravamo?”
Riteniamo doveroso rispondere a questo interrogativo, che lascia intravedere un velato e ingiusto sospetto, citando una nota espressione evangelica: “Non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra”.
Comprendiamo perfettamente che un articolo di stampa abbia il fine di stimolare il dibattito pubblico. Tuttavia, attribuire disinteresse a chi dedica costantemente tempo e risorse a ragazzi con fragilità e difficoltà è un’affermazione che offende profondamente l’operato di quanti si donano agli altri, specialmente ai minori. Se l’autore dell’articolo avesse preventivamente chiesto informazioni, avremmo certamente risposto, applicando quella che amiamo definire la “deontologia della carità”.

Nel silenzio e lontano dai riflettori, le nostre realtà — che nel caso del Convento vantano una storia secolare — svolgono da anni attività di recupero scolastico e supporto educativo. Viviamo i problemi del territorio quotidianamente, cercando di sostenere sia da un punto di vista economico, sia umano e spirituale, i nuclei familiari che ci affidano i loro figli.
Sostenere il prossimo non è mai semplice: spesso ci si confronta con fragilità talmente profonde da rendere difficile, per chi soffre, l’accettazione di un aiuto esterno. In questi casi, nel pieno rispetto della dignità altrui, sappiamo attendere con dolore ma con speranza i tempi di ciascuno.
Cogliamo l’occasione per invitare il neo Sindaco, Mariano Caserta, a prendere le distanze da chiunque strumentalizzi notizie così dolorose senza verificare concretamente la realtà dei fatti. Invitiamo il Primo Cittadino, insieme a tutta la cittadinanza, a conoscerci più da vicino e a scoprire nel profondo il lavoro che ogni giorno portiamo avanti.
Distinti saluti,
Il Convento e la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio e Associazione Mir Odv


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