“Fare presto!”: lettera dei comitati pendolari della Vesuviana alla Regione: troppi disagi, richiesta di intervento anche a Commissione europea e a ministero

“Fare presto!”. È il titolo di una lettera aperta inviata alla Commissione Europea, al Ministero delle Finanze, alla procura generale della Corte dei Conti, al prefetto di Napoli, al presidente della Regione Campania e all’assessore regionale ai trasporti dai rappresentanti dei comitati che difendono i pendolari delle linee vesuviane di Eav.
A firmare la missiva sono Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo Facebook “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”,  Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo social Circumvesuviana-Eav, Marcello Fabbrocini, presidente del comitato civico Cifariello-Ottaviano, Salvatore Alaia, presidente del comitato civico E(a)vitiamolo di Sperone.

“I pendolari vesuviani – si legge – chiedono alle istituzioni di salvare la ferrovia, difendere i diritti sanciti dalla costituzione e le risorse finanziare della collettività”.
“Gli episodi accaduti in questi ultimi giorni sulle linee vesuviane – è scritto ancora – continui guasti ai convogli e soppressioni delle corse, confermano quanto denunciato da decenni dai pendolari con numeri non contestabili: lo sfascio della ferrovia Circumvesuviana”. “Pasqua alle porte e la prima ondata di turisti, vista l’incapacità di Eav di offrire un adeguato servizio di trasporto ferroviario – è il parere di Ciniglio, Ferraro, Fabbrocini e Alaia – rischiano di creare problemi di ordine pubblico. Dal 2015 ad oggi Eav ha gestito per le solo linee vesuviane risorse superiori al miliardo di euro.
Centinaia e centinaia di milioni di fondi europei, nazionali e regionali impegnati in appalti, con cantieri per lo più in ritardo nella consegna dei lavori, così come è già accaduto e sta accadendo nella fornitura dei treni. Silenzi, vaghe promesse, bugie e offese sono quello che i vertici di Eav hanno riservato alle istanze dei pendolari, colpevoli di denunciare i disservizi che vivono sulla propria pelle e i danni di dieci anni di una gestione che ha trasformato la Circumvesuviana in una ferrovia da incubo”.

 

 

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