ELEZIONI SANT’ANASTASIA 2026 – Il sindaco uscente Carmine Esposito invita i competitor a un “confronto” pubblico, Caserta l’accusa di bullismo ma non accetta e rimanda tutti i confronti a dopo il voto

Sant’Anastasia – Per quale motivo il candidato a sindaco con più candidati e liste di tutti si rifiuti di incontrare i suoi competitor è tutto da sapere, anche se in molti visti i toni giustizialisti e altamente riformisti di Mariano Caserta, specie contro il sindaco uscente Carmine Esposito, si aspettavano che proprio l’autore del “campo larghissimo” fosse il primo a voler incontrare gli altri candidati davanti alla cittadinanza per uno “scontro” politico che invece non ci sarà, proprio per il forfait dato da Caserta. “Basta mistificazioni. Vediamoci in piazza!” – il grido di battaglia di Esposito che lotta in tutti i modi per scardinare la corazzata multicolor che sostiene Caserta (da Vannacci al Pd, passando per la lega e storici esponenti della destra cittadina) – Sant’Anastasia non ha bisogno di slogan, ma di risposte. Parliamo di progetti, di futuro e di realtà. Io sono pronto a rispondere colpo su colpo, carte alla mano. Chi scappa ha qualcosa da nascondere o non ha argomenti?”.

Caserta dal canto suo e sempre a mezzo social come gli gestisce la sua comunicazione il suo spin doctor Francesco De Rosa (nella foto sopra) , non accetta il confronto ma accusa Esposito di bullismo e di essere “incapace da sempre di avere un confronto civile”. Citando il vocabolario, accusando di “fango, accuse e offese” di essere “il campione di insulti” di fatto Caserta non accetta di incontrare pubblicamente Carmine Esposito e l’altro candidato Alessandro Pace e di rinviare tutti i confronti a dopo le elezioni. Sicuro di vincere, Caserta ha deciso di andare per la sua strada e che magari il confronto tra i candidati possa non tornargli utile in campagna elettorale. Il perché non è dato sapersi o è da ricercarsi in altri motivi che non conosciamo. All’inizio della campagna elettorale infatti i toni sono stati ancora più pesanti, al punto che due grossi sostenitori di Mariano Caserta (Ciro Colombrino e l’ex compagno di maggioranza Mario Gifuni) sono stati querelati dalla maggioranza di governo di Carmine Esposito. E soprattutto sui social continuano le denunce (mai ufficialmente presentate) di voto di scambio che in Italia e anche a Sant’Anastasia è ancora un reato e quindi chi sa e non denuncia è come se lo coprisse. Se si conoscono venditori ed acquirenti di voti, perché non si denunciano ai carabinieri? Perché restano solo illazioni a mezzo social fatte da leoni, tigrotti e capretti (quelli buoni anastasiani, si intende) da tastiera?

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