Comaneci, allo spazio Nea per la Loggia Bianca: tra intimità ed evoluzioni

comaneci_web

Out of your comfort zone is where the magic happens, è questo il motto de La Loggia Bianca. Non una rassegna ma un vero percorso. Musicale, spirituale, emozionale, verso la perfezione. Come in Twin Peaks, dove la White Lodge è il non-luogo, lo spazio extradimensionale a cui accedere solo con un atto d’amore. Come nei migliori viaggi, quando la mente è più permeabile, aperta alla contaminazione con qualcosa di alterno alla realtà quotidiana. Il cambio di ambiente dà la possibilità di essere distanti anche da quello che di solito si è. Rendere permeabili le persone a qualcosa di nuovo, solleticarle con sofisticatezza l’intelletto dei singoli è l’obbiettivo che di domenica in domenica Spazio Nea porta avanti attraverso esperienze musicali che dialogano, ognuna a modo proprio, col linguaggio dell’arte. Dopo il successo, l’atmosfera vibrante di condivisione sincera creata dal poeta del folk Bob Corn, lo scorso 19 gennaio, dopo l’assurdo dei Camillas, dopo lo psichedelico lamento di Trapcoustic, è il momento di un nuovo incontro intimista e delicato. Il 9 febbraio è il duo ravennate Comaneci a guidare il percorso verso l’equilibrio, mantenuto dagli arrangiamenti certosini, dalla capacità di supportare sobriamente liriche dall’espressività fauves. Stare sospesi tra un blues dell’ultima Leslie Feist e l’aria eterea di Cat Power è da pochi, perché le strutture dei pezzi si estinguono come le farfalle quando gli si toccano le ali.

 

I commenti sono disabilitati