Musica, memoria e identità: il maestro Tullio De Piscopo festeggia gli 80 anni con la batteria
Tullio De Piscopo: il traguardo degli ottant’anni — la data di nascita recita 24 febbraio 1946 — diventa il cuore di una serata che unisce musica, memoria e identità. Napoli resta il punto fermo di questo racconto, richiamata più volte dal Maestro con parole cariche di affetto, a confermare un legame profondo e viscerale con la sua città.
Nel suo racconto riaffiorano, con evidente commozione, le figure del fratello Romeo De Piscopo, scomparso prematuramente, e del padre Giuseppe De Piscopo, entrambi talentuosi musicisti e batteristi. Due presenze che accompagnano idealmente un percorso radicato nella tradizione e capace, allo stesso tempo, di rinnovarsi.
Da qui si apre il ricordo della stagione della Superband, condivisa — tra gli altri — con Pino Daniele, James Senese, Tony Esposito, Joe Amoruso e Rino Zurzolo. Un’esperienza che attraversa generazioni e dà forma a un’identità musicale che continua a parlare al presente, dentro e fuori dal palco.
Questa traiettoria si riflette anche nella scaletta, che attraversa oltre sessant’anni di carriera mescolando linguaggi musicali diversi. Da “Stop Bajon” a “Qui gatta ci cova”, passando per “Na-Mi-Na” e l’omaggio ad Astor Piazzolla, il repertorio restituisce tutta la varietà di un percorso ancora vivo.
Poi arriva uno dei momenti più attesi della serata: “Andamento Lento”. Il Maestro torna sul palco insieme a LDA e AKA 7EVEN per il brano simbolo presentato al Festival di Sanremo nel 1988, qui riproposto sul palco del prestigioso teatro partenopeo. Per l’occasione viene omaggiato anche il Maestro Francesco D’Alessio, autore dell’arrangiamento, accolto da un caloroso applauso.
A seguire, Renato Marengo — figura chiave del Napule’s Power — e il produttore e responsabile del MEI Campania Nando Misuraca consegnano a Tullio De Piscopo il Premio MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, assegnato come miglior live assoluto tra le esibizioni della serata dei duetti del Festival di Sanremo 2026. L’accoglienza è travolgente: applausi prolungati, partecipazione intensa e un contatto diretto con il pubblico, al quale il Maestro regala anche il nuovo brano “Miranda”. Quella del Teatro Augusteo non è stata soltanto una data, ma un passaggio carico di significato. Non una celebrazione del passato, ma la conferma di un percorso ancora attivo, capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici.
Alessandro Piro


I commenti sono chiusi, ma trackbacks e i pingback sono aperti.