A Somma Vesuviana, la storia di Pietro D’avino, della sua disabilità e dell’incuria istituzionale: il suo posto sempre ostaggio delle auto in sosta

Somma Vesuviana – Un silenzio istituzionale che assume contorni paradossali. Nonostante un ulteriore sollecito formale, assunto al protocollo generale del Comune di Somma Vesuviana al N° 0032821 del 13 ottobre 2026, l’amministrazione comunale continua a ignorare il caso di Pietro D’Avino, cittadino con infermità medio-grave rimasto “ostaggio” della sosta selvaggia in Via Canonico Michele Feola.

La vicenda è emblematica: il sig. D’Avino, pur di sbloccare la situazione e tutelare il proprio diritto alla mobilità, ha messo a verbale fin dalla prima istanza la propria totale disponibilità a farsi carico interamente delle spese di acquisto e posa in opera dei dissuasori di sosta (paletti/archetti). Una proposta a costo zero per le casse pubbliche che, tuttavia, non ha ricevuto alcun riscontro dagli uffici competenti.

L’esasperazione ha spinto il cittadino a inoltrare un esposto urgente anche al Prefetto di Napoli e al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. La presenza costante di veicoli in sosta abusiva davanti al suo passo carrabile autorizzato (Aut. n. 74 del 04.07.2023) riduce la carreggiata sotto i minimi di legge. Questa strettoia non solo impedisce le manovre della sua auto per motivi sanitari, ma bloccherebbe matematicamente il transito di ambulanze e mezzi antincendio in caso di emergenza nel quartiere. “Ho offerto al Comune di pagare l’intervento di tasca mia pur di vedere garantito un mio diritto fondamentale e la sicurezza pubblica, ma regna il silenzio assoluto. Le tutele per i disabili non possono essere ignorate dalla burocrazia”, dichiara D’Avino, che ora chiede pubblicamente il rilascio immediato dell’autorizzazione per l’installazione dei dispositivi.