PER NON DIMENTICARE – Chi erano le due donne assassinate da Mario Landolfi: Sara Tkacz e Lyuba Hlyab sognavano una vita diversa dalla strada

Pollena Trocchia – Vengono fuori particolari ancora più raccapriccianti dietro la morte delle due donne scaraventate dalla tromba di scale del palazzo abbandonato, da poco messo in sicurezza prima che partissero i lavori per il rifacimento di una parte di esso, a giusto un giorno di distanza l’una dall’altra. Perché non vengano dimenticate, solo perché magari erano prostitute e soprattutto perché non venga dimenticato il suo carnefice: Sara Tkacz, la più piccola, delle due donne assassinate da Mario Landolfo, era nata nel 1997 a Santa Maria Capua Vetere, da genitori stranieri, Lyuba Hlyab, ucraina, invece era nata nel 1977. L’assassino, reo confesso, è Mario Landolfi. Le vittime sono state identificate dai carabinieri tramite le impronte digitali rilevate sull’Opel Corsa grigia dell’uomo. Entrambe si prostituivano nella zona industriale di Gianturco.

Sara (nella foto a fianco), considerata dagli investigatori senza fissa dimora, è stata trovata con vistose ferite al cranio in un edificio abbandonato. Prima di sparire era stata vista entrare nel palazzo insieme a Landolfi. Non aveva con sé la borsa, lasciata a un’amica ancora non rintracciata. Anche Lyuba è stata vista entrare con Landolfi in un cantiere, dove secondo un testimone avrebbe litigato con lui poco prima della morte. Vicino al corpo è stata trovata una parrucca. Secondo le testimonianze raccolte, e rivelatesi fondamentali per le indagini, le due donne avevano atteggiamenti diversi: Sara appariva più remissiva, mentre Lyuba sarebbe sembrata più insofferente e agitata. Sara, la vittima più giovane era stata avvicinata alla fermata dell’autobus in via Gianturco, quartiere dell’area Orientale di Napoli dove prolifera la prostituzione e droga ad ogni ora del giorno. Landolfi ha dichiarato agli inquirenti di aver pattuito con lei un compenso iniziale di 100 euro; tuttavia, giunti al secondo piano della palazzina disabitata, la donna ha richiesto 150 euro. Questa richiesta ha – saranno le indagini a stabilirlo – scatenato una colluttazione vicino alla tromba delle scale: la ragazza ha cercato di difendersi, ma è stata spinta e fatta precipitare nel vano ascensore.

La vittima più anziana, fatta salire in auto sempre in zona Gianturco (il giorno 16 maggio 2026), non è stata identificata per nome dall’indagato. In questo caso, la lite sarebbe nata per le modalità della prestazione: la donna pensava di essere portata in un albergo e aveva richiesto 80 euro per il rapporto e 35 euro per la stanza. Quando ha visto che l’uomo intendeva consumare il rapporto nella palazzina in rovina, sempre secondo quanto dichiarato agli inquirenti dall’assassino, è nata una discussione. La donna ha reagito difendendosi e graffiando i polsi dell’aggressore, per poi essere spinta e uccisa con la medesima modalità dell’altra vittima.

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