L’OMICIDIO DI GIANCARLO SIANI – Dichiarati inammissibili i ricorsi dei killer del giornalista: 41-bis per Luigi Baccante e libertà vigilata per Gaetano Iacolare,
A oltre quarant’anni dall’agguato del 23 settembre 1985, costato la vita al cronista del Mattino, la Suprema Corte ribadisce una linea netta. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale degli imputati. Siani fu ucciso per le sue inchieste sui rapporti tra camorra e politica.
Luigi Baccante, ritenuto uno dei killer del commando legato al clan Nuvoletta, resta sottoposto al regime del 41-bis. Il suo ricorso contro la proroga è stato dichiarato inammissibile. I giudici hanno ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale di sorveglianza. Il ruolo nel clan e l’assenza di dissociazione restano elementi decisivi.Secondo la Corte, esiste ancora il rischio concreto che Baccante possa ristabilire contatti con l’organizzazione. Anche durante la detenzione, i legami mafiosi possono rimanere attivi.
Esito analogo per Gaetano Iacolare, autista del commando coinvolto nell’agguato. Nonostante abbia già scontato una lunga pena, resta in libertà vigilata per quattro anni. La Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di sorveglianza di Torino. Gli elementi favorevoli indicati dalla difesa non sono stati ritenuti sufficienti. La lunga affiliazione al clan e il rischio di ritorno nei circuiti criminali restano centrali. Anche la Direzione nazionale antimafia ha segnalato il pericolo di riattivazione dei legami sul territorio.


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