Scontro a fuoco alla Sanità, vittime scambiate per killer di altri clan

La sparatoria alla Sanità potrebbe non essere legata alla camorra e alla guerra tra baby camorristi che vede tutti contro tutti per un posto nell’onorata società. Sì, perché  Raffaele Prillo, 19enne originario della zona Miracoli e ora residente a Giugliano in Campania, e Antonio Martusciello, 20enne del rione Sanità, entrambi conosciuti dalle forze dell’ordine, si sarebbero incrociati casualmente con un gruppo armato di coetanei ed è partito il fuoco contro di loro.

Il primo è il più grave ed è ancora in pericolo di vita all’ospedale dei Pellegrini, il secondo è ricoverato solo per precauzione. Lo scenario alla Sanità è spaccato in due: da un lato il clan Sequino-Pirozzi-Savarese, dall’altro i Vastarella. In mezzo tanti giovani con la pistola che non esitano appena intercettano i “rivali” a scaricagli addosso interi caricatori di 9×21 automatiche, spesso armate con colpi parabllum. Armi in disposizione dei clan che li affidano ai ragazzini.

I commenti sono chiusi, ma trackbacks e i pingback sono aperti.