Vincenzo Varchetta, il gigante buono che da Ponticelli ha conquistato l’Olimpo del Judo

Li chiamano sport “minori” per distinguerli dal calcio, in realtà sono la fonte di tante grandi passioni, coltivate tra mille difficoltà. È il caso del judo campano, da anni ai vertici nazionali e internazionali, che in questi mesi ha regalato un nuovo campione: Vincenzo Varchetta, un ragazzone di Ponticelli che ha conquistato il titolo nazionale seniores 100 kg Aics, durante le gare di Lignano Sabbiadoro. “Ho cominciato per caso a 12 anni, – ci racconta il neo campione nazionale – solo per accompagnare un amico. Avevo già provato a praticare diversi sport, ma questo è l’unico che mi ha appassionato davvero. La prima gara è arrivata l’anno successivo, all’istituto Sacro Cuore del Vomero.”. Sono circa 40 gli atleti della palestra Accademy Sport Center, guidata dal maestro Rodolfo Manti, una realtà piccola, che però vanta un gruppo coeso, cresciuto negli anni. Ed è proprio nell’amicizia sportiva, fatta di sudore e disciplina, che Vincenzo ha trovato la forza per vincere il titolo: “Questa è stata la prima volta in cui ero l’unico della palestra a gareggiare per la mia categoria, perché gli altri erano tutti infortunati. Partecipare da solo mi ha caricato di una grande responsabilità nei confronti del maestro e dei miei compagni, dandomi la forza di conquistare una vittoria che nessuno di noi si aspettava.”. Una serie di fattori favorevoli ma anche tanto allenamento, ritagliato tra mille impegni. Vincenzo lavora in una società di Napoli, consociata con Ibm, e trova anche il tempo per dare gli esami all’università al corso di laurea di Matematica e Informatica della Federico II. Per un judoka è impensabile vivere solo di sport, a meno che non sia arruolato nelle forze armate. Alla domanda “cosa farai nel futuro” il ragazzo risponde risoluto: “Conto di gareggiare nell’altra federazione del judo italiano, la Filjcam, e provare a riconfermarmi campione, questa volta nella categoria mediomassimi, più adatta al mio fisico. Sogno di guadagnare un posto alle olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. Poi vorrei diventare maestro, per trasmettere ad altri la mia passione.”
Daniele De Somma
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