(Video) Portici verso il voto – La Sinistra nazionale, con Bersani, Scotto e Bossa, a sostegno di Spedaliere e Iacomino contro il CentroDestra messo in piedi dal PD e dal Senatore Cuomo

Tuona dinanzi a 400 persone contro le Destre l’ex segretario Pier Luigi Bersani sul palco allestito a piazza San Ciro dal Movimento Cittadino Democratici e Progressisti per Portici: la lista, espressione del neonato Articolo Uno, che concorrerà alle prossime elezioni amministrative nella città della Reggia, a sostegno del candidato sindaco del CentroSinistra, Salvatore Iacomino.

Tuona contro le Destre, contro la politica “dell’inciucio” e contro le cosiddette larghe intese del Pd nazionale, fornendo un assist all’aspirante candidato sindaco Salvatore Iacomino, che dal palchetto, montato a inizi Corso Umberto, rivolge un appello di “libertà” alla città: “Questa è una città triste e penosa. Una città è triste e penosa quando non ci si può candidare liberamente; quando per paura di subire ritorsioni un cittadino ha paura di esprimersi e di esprimere la propria volontà; quando un funzionario dello Stato, e quindi anche dell’ente comunale, mette in atto strumenti pubblici per stroncare la democrazia, come sta avvenendo in questa città; dove c’è un signore che si chiama Cuommissario, nominato dal ministro dell’Interno per conto del candidato a sindaco, il Senatore Cuomo, che si guarda bene dal dimettersi dal parlamento prima di tornare a Portici; così come fece nel 2012 quando si dimise da sindaco per essere eletto Senatore, regalandoci il primo commissariamento dell’ente. Noi siamo la città del Sapere, della Cultura, della Reggia Borbonica, dell’Istituto Zooprofilattico, di Pietrarsa, di diversi Turismi. Noi siamo una città che non merita tutto questo. Buttiamo giù Via Campitelli; ritorniamo tra la gente al Macedonio Melloni, la sede storica del comune. Siamo la città che può costruire grandi opportunità di lavoro. Mi rivolgo ai giovani: abbiate il coraggio di portare avanti il cambiamento. Cuomo ha votato il job’s act; la revisione dell’articolo 18; la Buona Scuola; da sindaco ha aumentato le tariffe sull’acqua e ha introdotto, in una delle poche città ancora esenti, l’addizionale irpef sulla busta paga dei lavoratori. Da Senatore ha fatto una sola proposta: di introdurre i violini nelle scuole, facendo mettere sotto inchiesta un’insegnante che ha sorriso a questa proposta. Qui a Portici il patto del Nazareno si è già consumato. Forza Italia qui non è presente come lista; ma tutti i suoi candidati lo sono nella coalizione di Cuomo e se la moneta di scambio è stata la piscina comunale a gestione Cesaro, grazie ad una fidejussione bancaria di 2,7 milioni di euro istituita dal Senatore, che ora il Coni vuole indietro dal Comune, allora si comprende dove nasce la situazione del dissesto comunale. Io rivoglio la Piscina comunale Pubblica. La Sanità pubblica. Cuomo ha invece svenduto il distretto sanitario per regalare Villa Fernandes a società private sanitarie. Fortunatamente gli è andata male, perchè quell’operazione l’abbiamo smantellata. Adesso attraverso il Cuommissario ha dato parte del mercato Coperto all’Asl, distruggendo parte del Commercio e della Sanità in un solo colpo. Noi bloccheremo queste nefandezze e daremo a Portici una giusta rivoluzione sulla riga di quella lanciata dal Sindaco della città metropolitana Luigi De Magistris. Portici tornerà a splendere in tutta l’area metropolitana nonostante ricatti e tentativi di ridurre le coscienze a merci. Portici tornerà libera: città della Libertà. Cuomo vada pure a casa!

A supportare l’aspirante primo cittadino, leader tra l’altro di Sinistra italiana sul territorio, il parlamentare Arturo Scotto, anche lui al vetriolo contro il Senatore del Pd porticese, soprattutto, per la composizione di alcune delle sue liste, piene zeppe di attori dell’ex centrodestra locale: “Sono qui a sostenere Iacomino stasera per parlarvi di “gratuità”, mentre attorno a noi scambiano tutto, persino le carriere: da sindaco a senatore per poi tornare a fare il sindaco. Io chiedo una sola cosa a Cuomo: di impegnarsi a dimettersi un minuto dopo, qualora diventasse sindaco, perchè questa città non ha bisogno di doppi incarichi. Diffidate da chi vi dice che non esistono più Destra o Sinistra, perché lì dove queste parole vengono pronunciate, c’è sempre la Destra. Da parte di Cuomo in questi anni non ricordo un solo emendamento per salvare i trasporti; oppure le scuole, o per evitare i tagli alle autonomie locali“.

Il vero “re” della serata è però uno scatenato Leopoldo Spedaliere, l’ex sindaco che, dopo aver aperto la sezione e il comitato di Articolo Uno a Portici, assieme alla deputata Luisa Bossa, anche lei sul palco, si ricandida per il ruolo di consigliere comunale: “Mi ricandido perchè io nn considero Portici una cosa mia, come qualcun altro. Bensì io mi considerò parte di Portici e non posso restare fermo quando si tratta del futuro della mia città. Noi oggi abbiamo il compito di votare un programma politico per una prospettiva vera: un orizzonte verso cui andare. Fino al 2004 noi abbiamo disegnato insieme ai cittadini una vera e propria strategia di sviluppo: Portici era la città della Reggia; la città borbonica; la città di Pietrarsa… dei centri di ricerca; della prima ferrovia di Italia. In questi ultimi anni però abbiamo potuto soltanto guardare, inermi, le cose che man mano scomparivano. Ho sentito il dovere di ritornare per amore di Portici e dei cittadini che sono anche i miei fratelli, i miei padri, i miei figli. E per restituire loro una strategia. Lo faccio con grande umiltà. É bello dire mi candido a sindaco e poi dopo se non vengo eletto, me ne vado. Evidentemente c’hanno qualche altro posto e qualche altra cosa da fare, No, io invece mi candido al consiglio comunale per restare e perchè, ove mai, e non ci credo, dovessimo essere opposizione; qualunque sia il sindaco, dovrà fare i conti con me. Ma non me, in quanto Leopoldo Spedaliere. “Me” in quanto cittadini che hanno investito in un voto. Bisogna rispettare i voti che si hanno. Non interrompendo una legislatura due anni prima. La volontà di elettore non ci può essere indotta o strappata con un fare tra il cerimonioso e l’intimidatorio. Tutto questo, che pure aleggia in questa città, è straordinariamente grave. Io sono sempre stato contento quando questa città ha eletto parlamentari che, da sindaco, mi sono stati davvero vicino: ricordo Antonio Carcarino, Enrico Pellela, Carmine Nardone. C’era amore nelle loro azioni. E per la verità, se qualcuno di loro avesse pensato di candidarsi a sindaco, io sono sicuro, conoscendoli, che si sarebbero dimessi prima di candidarsi. Non avrebbero aspettato le elezioni che ti obbligano a dimetterti, non facendo alcun regalo a questa città. Poi certo, magari qualcuno può dirti: “gli fai perdere il vitalizio per due mesi“. Io a questo non posso eccepire nulla. Con la tasca degli altri è difficile parlare…

Non solo accuse nei confronti dei competitor, re “Spedaliere” ha anche illustrato alcune idee per far fronte alla situazione di predissesto dell’ente e per una riorganizzazione della Leucopetra, società partecipata che si occupa del servizio smaltimento e raccolta rifiuti in città: “Nel 2012 noi pubblicammo un manifesto che Portici dovrebbe ricordare: cifre di debito dovute all’amministrazione Cuomo. Parliamo di 8 milioni di debito di cui solo 3 milioni nei confronti della Leucopetra. Ora non ci importa più di tanto chi è il colpevole, quello che conta è dare una strategia a questa città. Ricordo che la crisi dei rifiuti in Campania risale al 2000, anno in cui Portici si era già dotata di Leucopetra, società mista, che divenne, al tempo, la più importante della Campania nel suo settore. Nel 2004 questa società aveva attivi in bilancio…nel 2012, invece, si è trovata in deficit. E non per colpa degli amministratori della società che si diminuirono anche lo stipendio, contrariamente a quello che qualcuno va a dire in giro. Ora bisognerebbe fare di questa azienda una grande multi-servizi che eviti anche di far spendere soldi per appalti da conferire a terzi. Questo è un comune in cui all’improvviso si pensò di dare un appalto esterno per i tributi ad una società poi fallita. E oggi si pensa ancora alla stessa cosa. No! La gestione dei tributi può essere fatta internamente. Questi 4 km e mezzo quadrati che raccolgono storia e tradizioni, racchiusi tra le quinte del mare e Vesuvio, fanno di Portici una città straordinariamente importante.

Dario Striano

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