Un eroe elettronico sotto al Vesuvio: intervista al giovane musicista pomiglianese Federico Foria

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Atmosfere spaziali e oniriche che trascinano in mondi lontani: è tutto questo “An Electronic Sphere”, l’EP d’esordio di “An Electronic Hero” all’anagrafe Federico Foria, pomiglianese e con una passione per la musica a 360 gradi che spazia dalla classica al rock.
Ci racconti il tuo percorso artistico?
La musica è sempre stata presente nella mia vita; fin da piccolo ho studiato pianoforte, poi ho iniziato a suonare anche la chitarra e la batteria, fino a che, circa 7 anni fa, ho scoperto la musica elettronica e il sintetizzatore, che è lo strumento base di questo mio primo lavoro.
Perché “An Elctronic Hero”?
Lo scorso agosto, dopo aver lasciato la composizione per alcuni mesi, ho ricominciato improvvisamente a suonare, all’inizio solo per svago. Poi mi sono reso conto che stava nascendo qualcosa di importante ed ho iniziato a lavorare in incognito con il nome di “un eroe elettronico”. Voglio dimostrare che solo insieme agli altri si possono fare grandi cose e sentirsi un po’ eroi.
Il titolo dell’EP “An Electronic Sphere” racchiude la filosofia del progetto, la sfera è mio il modo di concepire la musica, quindi ho intrappolato le mie emozioni in una sfera musicale: da “Little Planet”, passando per “Asteroid, arrivando a “Sun” dove, insieme all’illustratore Michele Falleri, ho realizzato un video in animazione 3d.
Cosa pensi della musica made in Vesuvio?
Esiste un crescente movimento undeground rap, ma non è l’unico genere diffuso. La musica elettronica ha le stesse ragione d’esistere. Mentre nel rap le emozioni vengono espresse con le parole nude e crude, nell’elettronica a parlare sono i suoni.

Pamela Orrico

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