Un anno dopo Portici saluta il suo “eroe normale”: Mariano Bottari, vittima innocente della criminalità

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Un anno dopo, Portici ricorda il suo “eroe normale”: Mariano Bottari, assassinato il 28 luglio 2014, durante un tentativo di rapina a Via Benedetto Croce, mentre portava a casa la spesa per la moglie disabile.
Nella giornata di ieri si è svolto il primo memoriale di celebrazione per la vittima innocente della criminalità, il cui assassinio, a distanza di un anno, risulta essere ancora impunito. Nella chiesa del Santissimo Redentore di via Scalea è andato in scena il nuovo saluto a Mariano Bottari.
Nel pomeriggio di ieri non vi era la folla dello scorso anno: quando cronisti, giornalisti, televisioni, cittadini e politici, avevano preso d’assalto il cortile e l’interno della piccola chiesa di Periferia. Ma solo una cinquantina di persone: perlopiù familiari della vittima e residenti del quartiere, strettisi, insieme al sindaco di Portici, Nicola Marrone, accompagnato dai due consiglieri comunali, Mauro Mazzone e Massimo Olivieri, nel ricordo di quell’anziano signore che ha dedicato la sua vita interamente per la famiglia: “Mariano avrebbe ceduto qualsiasi cosa inutile pur di stare con la sua famiglia – ha detto il prete Don Tonino – Mariano ci ricorda cosa vuol dire nella vita la parola “dono”, perché ha trasformato la sua esistenza in qualcosa da realizzare per gli altri. I “bastardi” che lo hanno ucciso, invece, non sono altro che “pacchi”. Con l’accezione napoletana del termine”.
Immediatamente dopo la messa, un corteo, indossando un fazzoletto bianco, simbolo dell’innocenza della vittima, ha sfilato per Via Benedetto Croce, scenario della tragedia dello scorso anno, raggiungendo il nuovo centro polifunzionale comunale, dove è stato presentato il Comitato W.O.W project, nato proprio in memoria di Mariano Bottari: “L’associazione – ha detto Ciro Iacone, giovane nipote della vittima – ha come obiettivo l’informazione e la formazione dei giovani attraverso progetti con finalità occupazionali, sociali, culturali, ambientali, e sportive. Abbiamo già preso contatti con professionisti, associazioni, ed istituzioni per dare risposte ai giovani del nostro quartiere, in un territorio erroneamente considerato di periferia. Miriamo proprio ad abbattere il concetto che all’interno di un territorio ci possano essere zone di serie A ed altre di Serie B. Così come ad eliminare qualsiasi discriminazione sociale, razziale, economica e culturale”.
Il tutto mentre restano ancora impuniti i due assassini che, sparando all’impazzata sullo scooter, nel tentativo di derubare un imprenditore del luogo, strapparono via, lo scorso anno, la vita all’anziano, con ancora tra le mani la busta della spesa per la moglie disabile: “Confido nell’operato della magistratura. – ha continuato ai nostri taccuini il giovane parente di Bottari – E da una parte, essendo una persona molto spirituale, sono sereno. Perché so che mio nonno è in un posto migliore del nostro. E perché so che chi gli ha fatto del male, non sta certamente vivendo bene.”

Dario Striano

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