Tra falsi e veri invalidi, l’intervento di Giuseppe Fornaro da sempre dalla parte di chi i problemi ce li ha davvero


In questi giorni si fa un gran parlare dei falsi invalidi. Ogni mattina si sente alla tv o alla radio che hanno scovato numerosi ciechi che guidavano o che da decenni percepivano soldi per la loro falsa invalidità. E’ giusto trovarli, perché procurano un danno allo Stato e ai veri disabili . Altrettanto giusto sarebbe punire i medici consenzienti, cosa da verificare se accade e in quale modo, ogni frode comunque sia, va contrastata.
C’e’ un problema di fondo pero’, l’informazione che riguarda la frode delle indennita’ per i disabili viene offerta in un verso solo, per lo piu’ fortemente dannosa nei confronti degli invalidi veri. E’ risaputo che un imput dei mass media viene accolto dall’opinione pubblica quasi in assenza di critica , stereotipando la notizia per tutta la categoria per cui si parla, in pratica , si fa di tutta l’erba un fascio, si rischia cosi’, erroneamente, di far intuire, mentre si scova la frode , che tutti gli invalidi sono un peso.Mi chiedo allora perché non si parla mai dei veri invalidi e perche’ non si legge un rigo sulla manovra del governo che sta attentando alla loro dignità? Con la manovra Salva Italia si sta cercando di cancellare l’indennità di accompagnamento per gli invalidi. Si tenta o di eliminarla completamente o di assoggettarla ad un tetto di reddito. Sapete cosa vuol dire ciò? vuol dire ritrattare il loro diritto alla vita sociale e all’autonomia ,vuol dire trattare i portatori di handicap come cittadini di serie b. Vuol dire fare un passo indietro per tutta la Societa’ civile. Questo è il senso delle disposizioni stabilite dagli artt. 5 e 24 della legge 214 del 22 dicembre 2011, che ha convertito con modificazioni il cosiddetto “Decreto Salvaitalia” 201 del 6 dicembre 2011. L’art. 5 della citata legge n. 214, nel modificare l’I.S.E.E. indicatore di situazione economica equivalente, assoggetta le provvidenze a un reddito personale e familiare complessivo, i cui parametri debbono essere definiti entro il 31 maggio 2012 dal ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto col ministro dell’economia e delle finanze. In realtà, si procederà con decretazione d’urgenza e molto più celermente rispetto ai tempi previsti dalla legge. Vuol dire cancellare diritti che sono stati conquistati con quasi un secolo di lotte e trattative. L’indennità di accompagnamento deve essere erogata solo ed esclusivamente in base all’handicap e non al reddito. In questo modo si vuole far pagare due volte gli invalidi: una volta come cittadini e la seconda come invalidi. E sì! Pagano per il loro handicap. Non sapete che una persona invalida ha spese aggiuntive rispetto ad una sana? Tali spese servono per comprare ausili per la sua integrazione, per spese mediche, per pagare qualcuno che lo aiuti a compiere funzioni fondamentali o anche per una semplice passeggiata. Se non si potrà più far fronte a tali costi si relegherà automaticamente gli invalidi ai margini della società. Tutto ciò accade in un periodo in cui ci si riempie spesso la bocca con paroloni come “uguaglianza, integrazione, pari opportunità”… Parole al vento. Ma non solo: questo assalto da parte del governo và contro all’articolo 3 della Costituzione e A dispetto della convenzione Onu del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità e della legge italiana n. 18 del 3 marzo 2009, che l’ha recepita anche nel quadro delle direttive europee, il governo intende confinarci agli arresti domiciliari tramite l’abbattimento progressivo e catastroficamente riformista di tutto l’impianto economiconormativo dello Stato sociale. Ma ci rendiamo conto di cosa sta accadendo? Si vuole relegare gli invalidi agli arresti domiciliare in nome della salvezza dello Stato. Si vuole risparmiare una manciata di soldi che per tanti di noi sono importantissimi, quando lo stato ha appena speso una marea di quattrini nostri per comperare una flotta di aerei da guerra. Ma per la guerra il denaro c’è e per una fascia più deboli di cittadini no? Per non parlare del finanziamento pubblico ai partiti. Anni fa siamo stati chiamati ad un referendum. Ci è stato chiesto se volevamo o no il finanziamento pubblico ai partiti. Gli italiani hanno risposto negativamente. Cosa è successo? Non è cambiato nulla: i partiti continuano a ricevere camion di soldi nostri. Ma ci avevate interpellati oppure no? E allora? E per gli invalidi? Mi spiace, ma così si sta tornando ai tempi degli Spartani, quando le persone con handicap venivano abbandonate sul monte Taigeto o fatte rotolare giù. Si rischia di far risorgere l’apartheid, che speravamo fosse definitivamente defunto, o di inculcare una mentalità eugenetica. Tutto ciò non è degno di una società che si dice civile e democratica e di questo bisognerebbe informare l’opinione Pubblica…
Giuseppe Fornaro (Mobile: 334 60 48 850)
fornarog@uiciechi.it

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