SULL’ANNULLAMENTO DELLE PRIMARIE DEL PD – “Caro Venanzio il Pd deve essere utile alla collettività, non a qualcuno. Pomigliano è così, le primarie si faranno!

michele tufano

Caro Venanzio,
ti scrivo questa lettera aperta data la dimensione pubblica che, mio malgrado, ha assunto il dialogo tra di noi. Dopo il nostro incontro di ieri mattina ed essendo a poche ore dalla celebrazione delle primarie per la scelta del candidato Sindaco di Pomigliano, aspettavo tue notizie in merito alla convocazione urgente del tavolo provinciale del centrosinistra per concludere, finalmente, questa impietosa vicenda. Mi duole dedurre che, invece, si è scelta ancora una volta la liturgia della confusione, del limbo, prassi che da un po’ ci qualifica nel dibattito pubblico. Evidentemente c’ha insegnato poco la vicenda delle Primarie per la scelta del Candidato Presidente della Regione Campania. In quella circostanza l’ambiguità sullo svolgimento o meno della consultazione ha stimolato una massiccia partecipazione popolare alle primarie. Dunque voglio interpretare anche questa contingenza spiacevole come un buon auspicio. Una elezione si può vincere o perdere.  La dignità, invece, una volta persa, non la recuperi. Dunque domenica qui a Pomigliano si svolgeranno regolarmente le Primarie per la scelta del candidato Sindaco. Non è una questione di forma, non siamo un Partito di burocrati. Se lo fossimo sarebbe bastato obbiettare che non è possibile sospendere le Primarie promosse da tre soggetti politici locali (PD, Verdi-Green Italia e La Locomotiva) a tre giorni dalla celebrazione con una mail senza alcuna consultazione degli organismi decisionali (dei diversi livelli), dopo un percorso lungo anni e dopo innumerevoli deliberazioni sul dispositivo delle primarie (senza un solo voto contrario!) dell’Assemblea degli iscritti e della direzione di circolo. Sarebbe un atto monocratico illegittimo ed intollerabile. Né è tollerabile la storia che il tavolo provinciale dei Partiti della coalizione di centro-sinistra (composto da partiti differenti sia da quelli attualmente alleati al PD per le elezioni regionali, come Rifondazione Comunista e Sel, sia dai soggetti politici che promuovono le nostre primarie cittadine) possa disporre della sospensione delle nostra consultazione locale. Innanzitutto perché non mi pare che il ritiro dell’esponente di Italia dei Valori o la scelta di Sinistra Ecologia e Libertà di costituire una compagine autonoma abbia avuto delle ripercussioni sulla celebrazione delle nostre primarie del livello regionale. Tutto ciò significherebbe affermare una tesi priva di logica e cioè che soggetti politici non alleati al PD (e , in qualche circostanza, neppure presenti sul territorio) dispongono dello svolgimento delle primarie, indipendentemente dalla nostra volontà. Insomma, è come scegliere le portate di un pranzo di nozze sulla base dei gusti dell’ex marito.La questione, invece, è squisitamente Politica. Questo episodio rappresenta l’estrema conseguenza di una sommatoria di contraddizioni irrisolte. E’ giunto il tempo di stabilire definitivamente cosa sia il Partito Democratico in provincia di Napoli, se una comunità o una tribù. E’ giunto il tempo di stabilire definitivamente se in questo Partito conti di più il parere, lo sforzo, la passione ed i sacrifici di centinaia di militanti che, giorno per giorno, animano e vivificano le nostre sezioni oppure le convenienze di un paio di micronotabili. E’ giunto il tempo di stabilire definitivamente se questo Partito voglia essere uno strumento utile alla società oppure utile a qualcuno. Questa è Pomigliano. Qui la nostra decisione in merito l’abbiamo già presa da un po’. Dunque domenica svolgeremo le nostre Primarie e (mi auguro) migliaia di cittadini Pomiglianesi sceglieranno il loro candidato Sindaco. Che sarà sicuramente migliore di qualunque altro candidato scelto da me, da te o da qualche altro dirigente di partito nel segreto di una stanza. E’ questo che ci insegna la vicenda politica del Segretario Nazionale e Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Perché la partecipazione non ci spaventa, ci rafforza.
Michele Tufano

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