(Video) San Giorgio a Cremano. La maggioranza è compatta intorno al Sindaco. Bufera al consiglio comunale dopo l’inchiesta sugli appalti truccati.

La maggioranza è compatta intorno a Giorgio Zinno. Il consiglio comunale, dopo la bufera dei presunti appalti truccati a San Giorgio a Cremano, iniziato con circa un’ora di ritardo, e caratterizzato da toni forti e dichiarazioni al veleno, ha comunque messo in evidenza la solidarietà e la fiducia espresse dai consiglieri di maggioranza nei confronti del capo del governo cittadino.

Dopo le dichiarazioni del Presidente del consiglio comunale Ciro Russo (nel video),  riguardanti l’inchiesta  che la Procura di Napoli ha avviato su un presunto giro di mazzette e gioielli in cambio dell’affidamento di alcune procedure di gara relative ai Lavori pubblici nel comune vesuviano, e che ha portato alla carcerazione preventiva (ai domiciliari) del dirigente del settore pianificazione urbanistica e lavori pubblici, Carmine Intoccia , dei funzionari Raffaele PelusoLeone di Marco (fratello di Aquilino, ex leader dell’opposizione in consiglio comunale), Brigida De Somma e dei due imprenditori che avrebbero beneficiato degli appalti, Luigi D’Alessandro e Giuseppe Catauro, è stato lo stesso sindaco Giorgio Zinno, raggiunto da un avviso di garanzia, insieme al suo predecessore Mimmo Giorgiano, a prendere parola chiarendo la sua posizione: “Quando ho saputo di essere indagato mi è crollato il mondo addosso. Sono innocente! Non bisogna sbattere il mostro in prima pagina. Ho fiducia nell’operato della magistratura e pertanto non mi dimetto, ma continuerò, mattone dopo mattone, a fare della casa comunale il palazzo di vetro che ho intenzione di “costruire“.

Dopo le parole del primo cittadino, i consiglieri del Movimento 5 Stelle, da tempo impegnati nella denuncia sulla gestione degli appalti pubblici in città, hanno richiesto le dimissioni del leader del PD locale: “È sua la responsabilità politica di quanto avvenuto.- ha detto il capogruppo dell’opposizione Danilo Roberto CasconePerché questa nuova amministrazione è la continuazione di quella precedente. E perchè lei era Assessore al ramo competente e quindi non poteva non sapere.Pertanto dovrebbe rassegnare le dimissioni e dare nuovamente la parola ai cittadini“. “È il suo stesso Partito – ha continuato il consigliere Maiolino,rivolgendosi al sindaco – che ha richiesto le dimissioni in casi simili“.

Al veleno anche il consigliere d’opposizione Aquilino Di Marco, il cui fratello, il funzionario del Comune, Leone, è agli arresti domiciliari per la stessa inchiesta che ha messo sotto scacco imprenditori, dirigenti e politici di San Giorgio. L’ex leader dell’opposizione, dopo aver ringraziato il M5S per “la battaglia politica e non personale intrapresa“, e dopo aver apostrofato come “atto vile il rifugiarsi – da parte del sindaco- dietro la Bassanini “- legge che prevede la separazione tra macchina amministrativa e ceto politico – ha dichiarato di aver presentato una denuncia, a fine 2012, assieme all’attuale presidente del consiglio Ciro Russo, riguardante una procedura d’urgenza, “voluta dall’assessore ai lavori pubblici (all’epoca Giorgio Zinno) 2 giorni dopo il ballottaggio per le elezioni amministrative“, riguardante la manutenzione straordinaria di alcune strade cittadine: “Procedura – ha detto Di Marco – avviata con l’urgenza che poi, come per magia è venuta a mancare nel periodo successivo”.

Sotto accusa, poi, anche la mancata applicazione della Stazione Unica Appaltante, la cui mozione presentata l’11 Febbraio 2013 è stata approvata soltanto 9 mesi dopo, senza però alcun proseguimento attuativo: “Perchè sindaco non avete voluto la stazione unica appaltante, garanzia di trasparenza e legalità per le gare di evidenza pubblica?! – ha concluso l’ex candidato a sindaco – Spiegateci perchè non avete voluto la Stazione Unica Appaltante!“.

In ogni caso, piena sinergia tra le forze della maggioranza sulle linee guida d’indirizzo della nuova amministrazione comunale. Il centrosinistra è compatto intorno al suo sindaco, in attesa che la Magistratura faccia luce sull’indagine balzata sulle prime pagine dei quotidiani e Tg nazionali.

Dario Striano

 

 

 

 

 

 

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