Riceviamo e pubblichiamo rettifica di Mario Lanza a L’Ora vesuviana gennaio 2014

mario lanzaGentilissimo Direttore editoriale de L’Ora Vesuviana,
a seguito della lunga intervista da me rilasciata alla vostra collaboratrice Margherita Manno, mi coglie l’obbligo richiederle di fare una rettifica-chiarimento circa l’articolo pubblicato,riguardante la risposta dal sottoscritto data al la domanda “Come lei si sono tenuti fuori anche la gran parte della vecchia guardi del Partito, cosa ne pensa?”
Il resoconto fatto dalla giornalista non rende in nessun modo il mio pensiero e non si sposa neanche con la domanda. Lei che è bravo facilmente lo può comprendere.
Comunque chiarisco, per amor di verità, che quando si è scritto di interessi propri, intendevo solo e solamente interessi a fine elettorale, precisando, inoltre, che il sottoscritto a differenza delle persone indicate e non, si è sempre prodigato nelle campagne elettorali affinché gli stessi avessero il massimo consenso, cosa che non ho riscontrato quando sono stato direttamente impegnato nella competizione elettorale.
Preciso altresì che gli amici amministratori ai quali ci si riferisce nell’articolo sono Di Nicuolo, Sassi e Zeno e non Sacco, se da me detto è stato un mio mero errore. Ho sempre apprezzato l’amico Sacco che durante tutte le campagne elettorali si è prodigato per tutti i candidati così come ha fatto anche quando ero io a rappresentare il Partito (indegnamente). Sinceramente e con affetto lo ringrazio pubblicamente.
Sicuro della sua disponibilità alla pubblicazione della presente rettifica/chiarimento,
Le invio i miei affettuosi saluti.

Mario Lanza

 

 

Caro Mario pubblichiamo con piacere il tuo chiarimento. Anche tu sei bravo e quindi comprenderai quanto scrivo. La nostra giovane e brava collaboratrice Margherita Manno ha riportato (esiste una registrazione dell’intervista) solo quanto tu le hai dichiarato, se con “interessi propri” intendevi “impegno elettorale” hai fatto bene a precisarlo e chiarirlo perché anche dalle registrazioni questo non si capiva al meglio.
Con il consueto affetto ti saluto,


Salvatore Esposito

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