Passi carrabili, Lello Russo come Berlusconi. Non restituisce l’Imu ma i soldi pagati per gli accessi

lello russo

In piena campagna elettorale, mentre Berlusconi promette di restituire l’Imu dopo aver vinto le elezioni, il Comune di Pomigliano d’Arco restituisce ai cittadini i soldi versati per la regolamentazione dei passi carrabili. Lo riferisce il sito istituzionale del Comune: www.comune.pomiglianodarco.gov.it, nel post intitolato “Passi Carrabili – rimborso somme versate anni 2009/2010”. «Sono in riscossione, – si legge sul sito del Comune – a decorrere dal 1° marzo dalle ore 9,00 alle ore 12,30, i rimborsi delle somme versate per la regolarizzazione dei passi carrabili negli anni 2009/2010. Coloro che hanno presentato l’istanza di rimborso potranno recarsi presso gli uffici del Comando di Polizia Locale, sito nel Palazzo Baronale di Piazza Municipio. Il responsabile del procedimento è il Tenente Sabatino Romano».
La notizia fa seguito ad una determinazione del dirigente, datata 31 gennaio 2013, del Corpo di Polizia Municipale, coordinato dal comandante Luigi Maiello, che mette a disposizione una somma di circa 16mila euro.
La questione della regolamentazione dei passi carrabili nasce nel 2009, durante l’amministrazione presieduta dall’ex sindaco Antonio Della Ratta: l’obiettivo era regolarizzare una serie di passi carrabili, fino ad allora giudicati “abusivi”, con una sanatoria, in cui si chiedeva a chi si volesse mettere in regola una tassa di 50 euro, più una perizia tecnica che indicasse la posizione esatta e le dimensioni del cancello o garage che si intendeva mettere a norma. In molti hanno usufruito di questa possibilità e al Comune sono arrivate circa 350 richieste, con in copia la ricevuta del pagamento intestato all’ufficio tesoreria. Nessuno però ad oggi ha ricevuto in cambio una regolare documentazione che “certificasse” la validità del proprio passo carrabile. Il risultato è che ognuno ha interpretato la cosa a suo modo, alcuni hanno messo regolarmente il cartello davanti al cancello di casa, altri no. Successivamente dopo il suo insediamento l’amministrazione attuale, presieduta dal sindaco Lello Russo, ha dichiarato irregolare questo pagamento e ha promesso di restituire il denaro, in base alla tesi che il passaggio è “un diritto” del cittadino, per cui non occorre pagare nulla. Per questo, circa un anno fa, ha diffuso un manifesto in cui chiedeva ai cittadini che avevano fatto questa pratica, e versato i 50 euro, di fare regolare domanda di restituzione. Fonti interne all’amministrazione fanno sapere che le richieste sono state moltissime, e a partire da marzo questa quota verrà ridata «a tutti quelli che l’hanno versata», anche a chi, per motivi diversi, non l’ha ancora richiesta, basterà rivolgersi al Comando della Polizia Municipale. Nel frattempo a novembre dell’anno scorso il Codacons pomiglianese, presieduto da Mino Iorio, attraverso i suoi canali di comunicazione ha invogliato i cittadini a fare questa richiesta, attraverso la sua assistenza. Ad oggi l’associazione per la tutela dei consumatori ha supportato 10 cittadini su questo problema, oltre a diffondere un modulo prestampato da compilare e presentare in Comune per chi non volesse rivolgersi direttamente ai suoi sportelli. «Sul sito del Comune, – ha commentato Iorio – è scritto che solo chi ha fatto domanda potrà avere il rimborso. Una cosa che ci sembra irregolare, dal punto di vista dei consumatori, perché crea una disparità tra chi ha presentato domanda e chi no, nonostante la quota l’abbiano pagata tutti allo stesso modo. Poi ci viene detto che la restituzione avverrà in ogni caso, non si sa bene con quali criteri. Noi vigileremo e interverremo qualora dovessimo riscontrare delle discriminazioni».

Daniele De Somma

loravesuviana.it

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