Afragola si riappropria delle pesche della Camorra. La festa dell’ex Masseria Magliulo

Afragola – “Con l’operazione del mese scorso abbiamo liberato questo bene, dove, nei circa 10mila ettari di terreno adiacenti, venivano coltivate e raccolte tonnellate di pesche regolarmente immesse sul mercato”. Parole di Luigi Maiello, comandante della stazione di Polizia Municipale locale, protagonista dell’operazione che ha restituito al Comune l’ex Masseria Magliulo. Si tratta di una vecchia fattoria con un grande campo di alberi di pesco, che da venerdì è ufficialmente in attesa di essere riassegnata attraverso il nuovo regolamento che il Consiglio Comunale ha recentemente approvato. “All’atto del sequestro – continua Maiello –  abbiamo trovato circa 5 tonnellate di frutta, che successivamente, insieme ai volontari di Libera, abbiamo distribuito alla popolazione”.
L’evento, intitolato Ripartiamo dal “bene” si è svolto venerdì sera a partire dalle 18,30 e ha visto, tra i tanti, la partecipazione dei volontari di Libera di Afragola-Casoria, del gruppo scout Clan/Fuoco “La Fenice” e delle autorità locali.
L’area della masseria, sequestrata al clan Magliulo circa 20 anni fa, era stata abbandonata per molti anni, fino a quando non era stata occupata abusivamente. Si trova vicino a quella che negli ultimi anni è diventata una vivace area commerciale grazie all’apertura di Ikea e Leroy Merlin.
“Ringrazio le forze dell’ordine per l’operazione che ha potuto restituirci questo luogo, – ha dichiarato il sindaco Mimmo Tuccillo – e che ha portato all’arresto di ben 17 persone. Il nostro intento è sempre stato quello di dare sostegno ad operazioni di ordine pubblico e di lotta alla criminalità, un impegno alla quale abbiamo affiancato anche azioni amministrative. Il nuovo regolamento per riassegnare i beni sequestrati, approvato all’unanimità pochi giorni fa dal Consiglio Comunale, sarà un importante strumento per la lotta alla camorra. Siamo il secondo comune dopo Giugliano ad approvare questo importante strumento, che da un lato disciplinerà l’utilizzo di ogni singola risorsa, dall’altro eviterà che la criminalità si riappropri dei beni sequestrati, com’era avvenuto qui”.

Daniele De Somma
Foto di Pamela Orrico

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