Trasnova e lavoratori assunti col Pnrr, Carmela  Auriemma (M5S) spara a zero sul Governo Meloni: “Nuove lettere di licenziamento. Subito proroga della commessa, il lavoro è dignità”

Emergenza lavoro nell’hinterland napoletano. I lavoratori di Trasnova si trovano ancora una volta a vivere una situazione allucinante, carica di sconforto e rabbia. Sono arrivate nuove lettere di licenziamento a uomini e donne che da quasi due anni chiedono soltanto una cosa: dignità”. Lo dichiara Carmela Auriemma, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e coordinatrice provinciale napoletana del M5S.
“È inaccettabile che, nel 2026, un padre o una madre debbano sedersi a tavola e spiegare ai propri figli che non hanno più un lavoro, che da domani la vita cambierà, che bisognerà rinunciare a certezze costruite con sacrificio. Non è solo una questione occupazionale: è una questione sociale, umana, morale. Non si può continuare – ha aggiunto Auriemma – a scaricare sui lavoratori il peso di scelte industriali miopi. Serve con urgenza una proroga della commessa da parte di Stellantis per il tempo necessario e sufficiente a consentire al tavolo ministeriale di trovare una ricollocazione di tutti i lavoratori. L’obiettivo deve essere uno solo: salvaguardare i livelli occupazionali e difendere il lavoro.

Non accetteremo – conclude la coordinatrice provinciale napoletana del M5S – che queste famiglie vengano lasciate sole. Scriveremo nuovamente al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, affinché convochi immediatamente Stellantis e si assuma la responsabilità di tutelare questi lavoratori e le loro famiglie. Il lavoro è dignità. E la dignità non si licenzia”. E su tutta la questione precariato nata dall’assenza di futuro certo per i lavoratori Pnrr, dice: “Dal governo abbiamo ascoltato la solita propaganda nella risposta all’interrogazione a mia prima firma sulla stabilizzazione degli addetti all’ufficio per il processo e delle figure tecniche di supporto. Se oggi riscontriamo dei risultati sullo smaltimento dell’arretrato e nella velocizzazione dei procedimenti, è soprattutto grazie ai 12 mila lavoratori assunti a tempo determinato grazie al Pnrr e che in questi anni hanno lavorato come se il loro incarico non fosse a termine e senza risparmiarsi. Oggi cosa dice loro il governo Meloni? Che ne vuole stabilizzare 6 mila mentre gli altri finiranno in una graduatoria che durerà tre anni, dopo che invece il ministro Foti aveva parlato di stabilizzazione di tutti. Lo stesso governo riconosce che su un organico di 45 mila addetti per gli uffici giudiziari, ci sono in servizio solo 30 mila lavoratori: è evidente che quei 12 mila precari dovrebbero essere stabilizzati tutti e subito. L’Anm, gli avvocati e tutti coloro che lavorano nella Giustizia denunciano che manca personale ovunque e il governo manda a casa migliaia di lavoratori già formati e che oggi lavorano nei tribunali? E’ assurdo. Se il governo non ritiene di poter stabilizzare subito tutti, si preveda almeno una proroga di quelli esclusi dalla prima procedura di stabilizzazione

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