Tra due giorni c’è un altro processo per l’omicidio di Davide Sannino: rubati documenti a casa del fratello

Cercola – “Questo non è un semplice furto. Hanno lasciato cose di valore e invece sono scomparsi documenti relativi al processo di Davide”. Daniele Sannino non ha dubbi, chi ha fatto irruzione nel suo appartamento di Cercola, in provincia di Napoli cercava qualcosa di preciso e non oggetti preziosi. Nel vecchio pc trafugato c’erano i documenti del caso di Davide Sannino, fratello di Daniele, ucciso a colpi di pistola al termine di una rapina nel 1996, a Massa di Somma”. Inizia così l’articolo di Massimo Romano per NapoliToday. Massimo più di tutti segue le vicende della famiglia del povero Davide Sannino, un ragazzo perbene assassinato da balordi, criminali.

Da allora, tutta la famiglia lotta per avere giustizia. Una giustizia che sembrava essere stata ottenuta sul fronte penale, con una condanna a 30 anni per chi aveva sparato e a 14 per i tre che erano con lui. Ma, a 27 anni dalla morte di Davide, i Sannino non hanno mai ricevuto il risarcimento sancito dalla sentenza del processo civile nel 2015. Tra i motivi per cui ciò è accaduto ci sono una serie di errori madornali nei documenti processuali date di nascita, indirizzi, nomi. Errori che NapoliToday ha descritto in una precedente servizio.

Per questo motivo, dopo anni di ricorsi, il 23 novembre prossimo ci sarà un’udienza per rettificare questi sbagli e rendere una sentenza che, a oggi, non risulta ancora notificata ai colpevoli individuati per l’omicidio di Davide. A dieci giorni da questo cruciale appuntamento, ecco che in casa di Daniele Sannino, il fratello maggiore, hanno fatto irruzione i ladri. “Il pc è vecchio di 12 anni – racconta – non ha alcun valore se non per i documenti processuali che contiene. Inoltre, ho trovato i faldoni del processo aperti, mentre cose preziose come il televisore sono state lasciate”.

Ma ci sono altri elementi che hanno fatto scattare i sospetti nella mente della famiglia: “Le statuette che negli anni sono state dedicate a mio fratello, vittima innocente della criminalità, sono state spezzate, decapitate. Perché un comune ladro doveva prendersi questa briga?”. Anche se, forse, l’elemento più curioso è rappresentato da una pallina da tennis messa su un cilindro e lasciata fuori la porta: “Sembra quasi un segnale di qualcosa”.

 

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