E’ morto l’ex vicesindaco di Napoli Sabatino Santangelo: si è gettato dal balcone. Manfredi: “la città gli deve tantissimo”, “sono distrutto” il commento di Antonio Bassolino
Tino Santangelo era un galantuomo. L’ex vicesindaco di Napoli all’epoca della giunta di Rosa Russo Iervolino, Sabatino Santangelo è morto oggi nel capoluogo partenopeo.
L’ex politico si è suicidato, gettandosi dall’ottavo piano del palazzo dove abitava in Corso Vittorio Emanuele. E’ stato “un giurista straordinario che ha creduto nel valore della formazione, un galantuomo che ha dato tanto alle istituzioni – dice il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi – La città “deve tantissimo a Tino Santangelo, alla sua dedizione alla cosa pubblica e alla sua visione civica di cui abbiamo ancora oggi bisogno”. “La scomparsa di Tino Santangelo è terribile e mi ha sconvolto.

È per me un dolore enorme. Sono distrutto – sottolinea Antonio Bassolino – È stato un professionista di valore, un competente ed appassionato presidente del consiglio comunale e vicesindaco di Napoli. È stato anche ed innanzitutto una persona bellissima, un signore, un amico caro. Un bacio, caro Tino: ti ho voluto molto bene”.
Sabatino Santangelo, l’ex vicesindaco di Napoli, era atteso da un nuovo processo per la vicenda di ‘Bagnoli Futura’, la società pubblica che si era occupata dell’ex area Italsider. L’udienza – dopo che lo scorso maggio la Cassazione ha annullato l’assoluzione dell’appello bis accogliendo il ricorso del sostituto procuratore generale Stefania Buda – era fissata per il prossimo 6 marzo davanti alla seconda sezione della Corte d’Appello. L’ultima tappa della vicenda giudiziaria che riguardava Sabatino si era chiusa il 29 ottobre del 2024 quando la quinta sezione della Corte di Appello di Napoli lo aveva assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” dal presunto disastro ambientale colposo per Bagnoli futura. Il procedimento giudiziario risale al 2014 mentre le indagini presero il via nel 2007. In primo grado, nel 2018, Santangelo venne condannato a tre anni di reclusione. Convinto della sua innocenza, fece appello rinunciando nel successivo grado di giudizio alla prescrizione. Al termine del procedimento, la Corte di Appello di Napoli assolse tutti gli imputati, escludendo che “Bagnoli Futura” avesse cagionato un disastro con la bonifica nel periodo che va dal 2005 al 2013. In seguito ad un ricorso, la Cassazione annullò le assoluzioni e rinviò il processo ad un’altra sezione della Corte di Appello, con il compito di accertare, nel merito, se la bonifica avesse comunque aggravato la situazione di inquinamento ambientale. Anche in questo caso gli imputati furono assolti, appunto ad ottobre del 2024. Successivamente, con il ricorso della procura generale, la vicenda è tornata in corte di Cassazione, che lo scorso maggio ha annullato la sentenza dell’appello bis e ha disposto un nuovo processo, il quinto. Che si apre il prossimo 6 marzo.


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