Portici verso il voto di primavera non è solo un laboratorio politico ma anche un ring dove si scontrano vecchi e nuovi nemici e si regolano conti in sospeso
Portici – Che la città Borbonica del Granatello sia da anni un centro politico importante è risaputo. Ancora prima del radicamento politico in città di Enzo Cuomo, oggi ex sindaco con delega da assessore in Regione e una legislatura in Senato, Portici è stata tra le prime città-laboratorio per il centro sinistra quando il sindaco era Leopoldo Spedaliere e prima ancora dell’esistenza del Movimento 5 Stelle. Oggi, dopo le dimissioni di Enzo Cuomo per l’assessorato in Regione dopo la vittoria di Roberto Fico (Campo Largo tra Pd, 5 Stelle e riformisti), la città del Granatello diventa nuovamente ombelico del mondo della politica locale, più che la Salerno di Vincenzo De Luca dove il sindaco Napoli si è dimesso per portare la città al voto in primavera, pare proprio con una coalizione capitanata da De Luca.
A Portici, in continuità con la matrice riformista della città, da anni governata dal Partito Democratico, la candidatura del centrosinistra è rivendicata dai renziani di “Casa Riformista” capitanati da Fernando Farroni e sponsorizzati dal neo consigliere regionale, ex sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto e dal parlamentare grillino Alessandro Caramiello, da diverso tempo ai ferri corti con l’ex sindaco Cuomo. E siccome il “Progetto riformista porticese” non va d’accordo col Pd locale, nei giorni scorsi Farraoni, propostosi e riconosciuto “traghettatore politico” ha scritto al segretario provinciale Pd Peppe Annunziata per informarlo sul progetto politico porticese per “Costruire, anche a Portici, un percorso di campo progressista ispirato alle esperienze unitarie del cosiddetto “Modello Napoli” e della recente affermazione elettorale in Regione Campania. Siamo costretti a segnalare una persistente e oggettiva difficoltà di dialogo con il Partito Democratico territoriale – continua la lettera -. Nonostante l’invito formale all’apertura di un tavolo di coalizione tra le forze politiche, inviato dal Movimento 5 Stelle a nome di tutti i firmatari, il Pd locale ha, di fatto, declinato il confronto”. La lettera è firmata da una serie di forze: Domenico Avolio per il M5S Portici; Vincenzo Argentato, segretario di Sinistra Italiana Portici; Ciro Curcio di Europa Verde; Martina Albo di Lista Avanti; Giancarlo Gherardelli dei mastelliani di “Noi di Centro “; Vincenzo Ruffino di Portici Socialista e Bruno Provitera di “Viviamo Portici”. Alla lettera ha replicato Riccardo Zaccaro, segretario Democrat a Portici: “Anche il Pd ritiene non più rinviabile una riflessione politica che parte, ovviamente, dalla peculiarità della situazione porticese e che è quindi finalizzata a garantire piena continuità all’eccellente esperienza amministrativa maturata nel corso delle amministrazioni guidate dal sindaco Cuomo”. E anche Partito Democratico, Il Cittadino, Europa Verde (quale perché un altro pezzo fare appoggi il progetto di Farroni) Campania Libera, Portici Libera e Psi hanno firmato un documento per “il rinnovo di un programma di città da proporre all’ascolto dei cittadini, in continuità con l’opera dell’amministrazione uscente per completare le opere messe in essere e continuare nel rilancio della città”.
Fernando Farroni, al suo attivo incarichi da vice sindaco e da assessore alla cultura e al turismo, che nel frattempo ha fatto il primo incontro seguitissimo al Cinema Roma tiene a precisare “Noi continuiamo a camminare, con il sorriso e con la libertà di chi mette sempre le persone al centro, con la forza di chi vuole confrontarsi sulle idee e ripudia il pettegolezzo”.
In questa fase precedente agli assetti politici del voto di primavera (dove è chiaro che l’asset regionale che ha portato all’elezione di Roberto Fico a Governatore, qui salta) pettegolezzi e accuse personali la stanno facendo da padrona. Certe pagine poco edificanti di politica locale, in campagna elettorale funziona più o meno così, si consumano a mezzo stampa. Una parte accusa, l’altra si difende e rimanda al mittente. “Leggo con sdegno un titolo che definire vergognoso è purtroppo riduttivo. Il quotidiano Metropolis, con un articolo a firma di Alberto Dortucci – scrive sulla sua pagina Facebook, Enzo Cuomo, ex sindaco di Portici e oggi assessore Regionale del Governo Fico – ci presenta oggi una imbarazzante pagina di “politica”, alla maniera più volgare e sgradevole che ci sia, ben distante dalla deontologia e dal rispetto di generi e categorie che ci si aspetterebbe da un giornale che da sempre ha fatto delle libertà di espressione e delle pari opportunità una battaglia di democrazia. L’assessora Florinda Verde, definita come probabile “erede” alla carica di sindaco, viene difatti non solo apostrofata come “ex barista rimborsista”, epiteto grave già per il solo fatto di voler disprezzare una categoria di lavoratori meritevole di rispetto alla pari di un giornalista. Ma l’aspetto davvero svilente e desolante sta nel testo improntato a una becera forma di maschilismo mista, purtroppo, anche a temi di patriarcato ormai anacronistici e superati. Il teatro della politica specie ai cambi di rotta e in vista del voto, spesso mette in scena assieme tragedia e commedia, avanspettacolo e teatro pensiero, qualche volta anche varietà e teatro denuncia. Siamo solo all’inizio.


I commenti sono chiusi, ma trackbacks e i pingback sono aperti.