Dietro l’omicidio di Fabio Ascione, una “guerra” tra bande di ragazzini che a Volla e Ponticelli gestiscono un giro di furti d’auto con “cavalli di ritorno”
Le indagini di Procura e Carabinieri stanno volgendo al termine, o quanto meno sono al capolinea. Ci sono molti elementi che ridisegnano l’omicidio di Fabio Ascione, un ragazzo di vent’anni che non aveva mai avuto problemi con la giustizia e che quel 7 aprile dopo aver lavorato tutta la notte al Bingo di Cercola, se ne stava tornando a casa. E’ la sera di Pasquetta. Un gruppo di ragazzi da Ponticelli va a Volla., dove incrocia e si scontra con un altro gruppo di ragazzi locali. Il litigio diventa una sparatoria. I ragazzi di Ponticelli dopo aver sparato a quelli di Volla, fortunatamente senza colpire nessuno, se ne tornano a casa. Quelli di Volla a sua volta si organizzano e partono in una spedizione punitiva verso Ponticelli. Arrivano in una macchina scura fuori il Lively, un bar proprio di fronte le Case di Topolino (quelle che una volta gestiva Carmine Sarno, detto appunto topolino) che sono oggi la roccaforte del clan De Micco, i Bodo.
I ragazzi di Volla sparano a loro volta, sempre per fortuna senza colpire nessuno. Dopo lo spavento e il parapiglia, fuori il bar si crea il parapiglia e iniziano le domande. Pare che accidentalmente dall’arma impugnata da un ragazzo sia partito il colpo che ha ferito mortalmente al cuore Fabio Ascione che con la camorra, con le sparatorie e con i furti d’auto col cavallo di ritorno non c’entrava nulla. Sì perché pare che i due gruppi, quello di Volla e quello di Ponticelli fossero dediti ai furti d’auto per i cavalli di ritorno e la lite legata proprio a questo giro d’affari sui cui quasi mai c’entra la camorra se non per riscuotere “la piazza”. Qui la camorra c’entra, però. Il ragazzo che avrebbe esploso il colpo che ha ucciso Fabio, infatti, è un parente di un uomo di spicco dell’esercito di Marco De Micco, Bodo appunto. Sulla scena del crimine, pare sia intervenuta la scientifica al contrario: hanno tolo i bossoli e pulito con la candeggina. Anche nella “batteria” vollese c’è il figlio di un pezzo da novanta della camorra locale. Questi link hanno fatto disporre alla Prefettura che per motivi di sicurezza, non potranno svolgersi i funerali del povero Fabio Ascione che con questa storia non c’entrava nulla.


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