Street basket come rigenerazione urbana e umana dei luoghi: il successo della Naples Ball Tribe
La Tribe, strutturata come ASD dal 2021 e guidata dal founder Giuseppe “Pone” Mango, è oggi una realtà di riferimento per la cultura cestistica urbana a Napoli. Un luogo reale dove si gioca, ci si incontra e si cresce, dentro e fuori dal campo.
Tutto parte dal Kobe Park di via Montedonzelli. Oggi è casa, ma nel 2020 era un campo abbandonato. Poi la svolta: Nick Ansom (nella foto asopra), statunitense e fondatore della Venice Basketball League, importante circuito di streetball di Los Angeles. Insieme alle persone giuste, in tre giorni il campo viene ripulito e ridipinto, tornando alla città e arrivando fino a ESPN e alla presenza della Nazionale italiana. La Tribe nel frattempo continua a mettersi in gioco nei principali circuiti nazionali, LB3, Ballin3, Red Bull Half Court e Not In My House, oltre che in eventi come Urban Fest e Comicon Napoli. Tra i momenti chiave, la tappa Master FIP del circuito federale nazionale alla Rotonda Diaz di Napoli.
Il campo vive ogni giorno. Non è solo sport: è identità. L’obiettivo è tenerlo vivo, farlo crescere e lasciarlo aperto a tutti, in collaborazione con le autorità cittadine. In questa direzione si inserisce anche lo stanziamento di 100mila euro, attraverso fondi PNRR legati a Napoli Capitale Europea dello Sport 2026, destinati al rifacimento del Kobe Park.
Ponendosi l’obiettivo di permettere a chiunque di giocare, al di là del livello tecnico o dell’appartenenza a squadre già strutturate, la Tribe promuove attività durante tutto l’anno, investendo anche in soluzioni indoor per la stagione invernale. Chiunque voglia partecipare agli eventi NBT — ultimo la March Madness al PalaDennerlein di Barra, casa della PSA in Serie B Nazionale, di cui NBT è Official Entertainment Partner — può trovare tutte le informazioni e i contatti sui canali social della Tribe.
Alessandro Piro


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