Lotta allo sversamento dei rifiuti che devastano il Vesuvio: il Prefetto Di Bar incontra i sindaci del territorio e le associazioni impegnate contro la Terra dei fuochi
Convocato dal Prefetto di Napoli, presso il Museo archeologico territoriale di Terzigno, un focus dedicato all’area vesuviana per approfondire, in sede locale, gli obiettivi dell’attività di controllo e vigilanza e per la definizione delle opportune sinergie nell’ambito del contrasto ai fenomeni di illecito sversamento e rogo di rifiuti. Presenti i Sindaci e i Commissari straordinari dei comuni di Boscoreale, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Poggiomarino, San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana e Terzigno, i vertici provinciali delle Forze di Polizia, la comandante della Polizia Metropolitana, il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, il viceprefetto incaricato del Ministro dell’interno per gli incendi dolosi di rifiuti in Campania, il Direttore dell’ARPAC e i rappresentanti di Regione, Esercito e Vigili del Fuoco, nonché i rappresentanti del Comitato per l’esecuzione della sentenza CEDU, del Comitato Dignità e Vita, di Isde – Medici per l’ambiente, dall’Associazioni Mamme vulcaniche, dell’Associazione Primaurora, del Movimento Vesuvio libero e di altre associazioni.
Nel corso della riunione, il Prefetto di Bari ha illustrato i risultati complessivi delle azioni interforze e delle attività delle polizie locali e Metropolitana nel 2025. Ad un anno della sentenza CEDU si registra, sotto il profilo dei controlli di prevenzione, un deciso cambio di passo. Il dispositivo di contrasto di Forze di Polizia, Esercito e polizie locali è stato riorganizzato nel segno di una più adeguata capacità di analisi e di risposta coordinata e mirata rispetto ai rischi presenti sul territorio. Complessivamente, in Terra dei fuochi risultano triplicati i sequestri di veicoli e raddoppiate le denunce, mentre la crescita dei sequestri di imprese registra circa un 45% in più.
Più di nove milioni di euro le sanzioni pecuniarie irrogate, mentre si affacciano le nuove sanzioni introdotte dal d.l. n. 116/2025, con quasi 100 ritiri di patenti e 30 arresti da agosto 2025. La nuova strategia segue alle direttive elaborate in sede di Cabina di regia nazionale, attivata presso Palazzo Chigi e coordinata dal Sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano, che ha monitorato, con cadenza mensile, l’andamento delle azioni in Terra dei fuochi.
È necessario ora implementare ulteriormente la resilienza dei territori rispetto ai fenomeni legati alla illecita gestione dei rifiuti, per meglio supportare lo sviluppo dell’intervento straordinario, avviato dal Governo con il Piano di azione per Terra dei fuochi e progettare nuove soluzioni e strumenti in grado di superare e scongiurare definitivamente le criticità rilevate dalla Corte europea. I comuni hanno un ruolo chiave. In primo luogo, nello sviluppo di misure organizzative per assicurare – al di là delle rimozioni straordinarie da parte delle strutture commissariali – la tempestiva rimozione dei rifiuti, al fine di evitare la riformazione di cumuli e la prolungata esposizione delle popolazioni agli agenti inquinanti. In, secondo luogo, nell’attenzionare i maccanismi di raccolta differenziata e recupero dei materiali.
L’impegno è, poi, di proseguire il cammino di rafforzamento della prevenzione già intrapreso, anche grazie alle risorse aggiuntive destinate alle Polizie locali con le progettualità finanziate da risorse del Fondo Unico Giustizia, che il Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, rinnoverà anche quest’anno. Le linee di intervento vanno dallo sviluppo di una rete dedicata di sorveglianza anti-sversamento (con droni, videocamere, fototrappole e nuovi sistemi informativi), alla costante attenzione alla formazione in comune dei diversi operatori e al controllo e monitoraggio delle aree già bonificate per prevenire nuovi sversamenti.
I rappresentanti di associazione e movimenti hanno rappresentato le criticità ancora presenti ed evidenziato l’apporto collaborativo delle sentinelle civiche sui territori. Il Prefetto di Bari ha sottolineato come all’interno della nuova strategia di intervento debbano essere ulteriormente rafforzati i momenti di confronto con le realtà locali, le associazioni e le espressioni della società civile. Ciò per assicurare la massima integrazione tra le azioni di risanamento ambientale, di contrasto agli autori degli sversamenti e di prevenzione sanitaria e i processi di informazione, consultazione e partecipazione pubblica, a tutela della salute delle popolazioni interessate e dell’ambiente. Sul tema saranno sviluppati ulteriori iniziative con il coinvolgimento dell’Ispra, l’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, per rafforzare gli strumenti di monitoraggio dell’attuazione della sentenza CEDU.


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