La visita di Papa Leone a Napoli l’8 maggio, il Cardinale Domenico Battaglia: “Accogliamo un pellegrino di pace”
Diecimila transenne, un migliaio di uomini delle forze dell’ordine che saranno impegnati per la ‘bonifica’ e poi la vigilanza, strade chiuse o tenute sotto stretto controllo. Oltre al personale sanitario dell’Asl Napoli 1. Sono questi i numeri della struttura organizzativa che si è messa in moto per accogliere papa Leone XIV che il pomeriggio dell’8 maggio sarà in visita a Napoli. Il Papa arriverà in elicottero alla rotonda Diaz, proveniente da Pompei. Poi si trasferirà in cattedrale per un incontro con il clero e da qui in piazza del Plebiscito, dove ad attenderlo vi saranno 30mila persone.
Sia in piazza del Plebiscito che in cattedrale verranno allestiti due maxischermi per consentire ai fedeli di seguire i due eventi e una sala stampa per accogliere i giornalisti accreditati aprirà i battenti in Prefettura. Dinanzi alla cattedrale ci sarà l’esibizione di alcune bande musicali composte dai giovani di Napoli. In piazza del Plebiscito il papa si confronterà con i giovani.
A seguire i lavori preparatori ci sono il prefetto di Napoli, Michele di Bari e il vescovo ausiliare di Napoli, Francesco Beneduce. Ma la prefettura dovrà seguire anche l’organizzazione dell’evento che si terrà sempre l’8 maggio, ma di mattina, a Pompei e poi qualche giorno dopo ad Acerra, per la visita di papa Leone nella diocesi guidata da mons. Antonio Di Donna, Il prefetto Michele di Bari ha sottolineato con soddisfazione “la grande collegialità che si sta registrando tra le istituzioni” nella preparazione dell’evento e “sta venendo un grande sforzo da parte di tutti, iniziando dai vigili del fuoco, delle forze di polizia, dei volontari della Protezione civile regionale, dell’arcidiocesi e del personale sanitario”.

“Papa Leone verrà a Napoli come pellegrino di pace”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, presentando oggi la visita del pontefice il prossimo 8 maggio, giorno del suo primo anniversario al soglio pontificio. Papa Leone, dopo essere stato a Pompei, sarà a Napoli nel pomeriggio dapprima in cattedrale per un incontro con il clero e poi in piazza del Plebiscito dove ascolterà una città che grida “per le povertà “. Il presule ha sottolineato le contraddizioni di una città ma dal prossimo 8 maggio “noi dobbiamo camminare con lui in pellegrino di pace”.

“Scegliendo Napoli per il suo primo anniversario, il Santo Padre non viene a celebrare un’istituzione, ma viene a farsi pellegrino tra le nostre contraddizioni, tra la bellezza che incanta e le ferite che ancora sanguinano. Napoli è una città che sa essere porto e rifugio, ma è anche una terra che grida per le sue povertà antiche e nuove. Accogliere il Papa significa, per noi, rinnovare l’impegno a non girare lo sguardo dall’altra parte davanti al disagio dei nostri giovani e alla solitudine degli ultimi. La sua presenza tra il Duomo e Piazza del Plebiscito deve essere un incoraggiamento a trasformare la speranza in un impegno civile concreto, perché la fede senza le opere è una lampada senza olio.” Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia presentando alla stampa la visita di Papa Leone nel capoluogo partenopeo il prossimo 8 maggio. “Napoli, città ferita eppure luminosa, preparati ad abbracciare un padre che viene a camminare tra le tue strade polverose. Non accogliamo un ospite lontano, ma un fratello che nel giorno del suo ‘sì’ più grande ha scelto di stare con noi, qui, dove la speranza combatte ogni giorno contro la rassegnazione”, ha proseguito l’arcivescovo. “Papa Leone ci ricorda che la pace non è un’utopia lontana, ma si costruisce abbassando le armi dell’odio e rialzando chi è caduto. E porta una pace che non si impone, ma che trasforma, la stessa pace che cerchiamo per i nostri quartieri e per i figli di questa terra. Napoli ha bisogno di questa pace, che trasforma dal di dentro, partendo dal basso, dalle mani sporche di chi lavora in silenzio per il bene comune. Camminare insieme: questa visita non è un evento di facciata, ma l’impegno di un popolo di accoglienza e fede vera che vuole rialzarsi e sognare ancora”, ha evidenziato Battaglia.


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