ELEZIONI PORTICI 2026 – Pietro Cuomo il figlio del super assessore regionale e sindaco per 20 anni si candida alle amministrative. “Papà è un punto di riferimento, ma da sempre preferisco l’indipendenza. Portici la vorrei più ordinata, ma credetemi l’ho vista crescere tantissimo”
Portici – Claudio Teodonno a parte, che l’ha spuntata tra i papabili (Florinda Verde e Luca Manzo) alla corsa per il centro sinistra dopo Enzo Cuomo, l’altra grande notizia è l’ufficialità della candidatura col Partito Democratico alle prossime amministrative di Portici per ora solo di Pietro Cuomo. Potrebbe infatti sciogliere la riserva AnnaMaria che potrebbe decidere di fare un passo indietro per non creare eventuali problemi al papà. Abbiamo intervistato Pietro Cuomo perché non abbiamo mai creduto alla questione dei “figli di”, non almeno riguardo la preparazione dei due figli di Enzo Cuomo, oggi super assessore in Regione e uomo di punta della giunta Fico.
Ingegnere civile e ambientale nel Parco del Vesuvio: cosa cambieresti?
Sono un ingegnere civile e ambientale e lavoro nel Comune di Massa di Somma, uno dei territori ricompresi nel perimetro dell’Ente Parco del Vesuvio. Se potessi intervenire, agirei su alcuni aspetti normativi e tecnici che regolano l’impianto vincolistico di piani, leggi e regolamenti, oggi spesso particolarmente stringenti. In alcuni casi, infatti, questi strumenti finiscono per limitare lo sviluppo socio-economico dei comuni vesuviani, soprattutto quando non riescono a distinguere adeguatamente tra tutela e possibilità di crescita sostenibile. Resto fermamente convinto che sia stato giusto, nel tempo, porre un freno alla speculazione edilizia che ha inciso negativamente sulla qualità della vita e sulla pianificazione urbanistica, in particolare sotto il profilo della mobilità e dell’organizzazione del territorio. Oggi, però, è necessario un passo in avanti: serve una revisione intelligente e moderna della normativa, capace di coniugare tutela ambientale e sviluppo sostenibile, attraverso strumenti più flessibili ed efficaci.
Essere il “figlio di” un uomo potente e in vista come l’attuale super assessore regionale Enzo Cuomo ha creato più vantaggi o più difficoltà?
Prima che Assessore in Regione Campania, mio padre è stato Sindaco per circa vent’anni della mia città. Questo rappresenta per me motivo di orgoglio e mi ha dato l’opportunità di conoscere tante persone e realtà. Allo stesso tempo, però, essere “figlio di” ha comportato anche numerose difficoltà, spesso sin dalla giovane età, nonostante dall’esterno possa apparire il contrario.
In un periodo storico caratterizzato da forte sensibilità verso il tema del nepotismo, questa condizione può diventare penalizzante, soprattutto in politica. Ne è prova il clima che si è creato attorno alla mia ipotetica candidatura, oggetto di polemiche anche eccessive.
Mi riconosco molto in una frase del Ministro Abodi: “Avere un cognome non dovrebbe portare privilegi, ma nemmeno causare un danno”. Il mio percorso ha una sua identità autonoma, costruita attraverso il lavoro quotidiano nella pubblica amministrazione, sul territorio e il confronto diretto con i cittadini. Tutto ciò che ho raggiunto, dal punto di vista personale e professionale, è frutto di impegno, indipendenza e responsabilità.

Perché un giovane ingegnere che dirige un ufficio di un ente pubblico ha scelto con coraggio di candidarsi alle elezioni amministrative nel suo comune?
Ho scelto di candidarmi alle elezioni amministrative del Comune di Portici per una ragione molto semplice: la passione per la politica, in particolare quella locale, che rappresenta il livello più prossimo di relazione con i cittadini. Negli ultimi anni sono riuscito a coniugare questa passione con la mia professione di ingegnere, maturando un’esperienza concreta all’interno della pubblica amministrazione come funzionario tecnico. Non mi candido per raggiungere uno status quo, per interessi personali o per bramosie di potere, ma per mettere a sistema un’esperienza già acquisita e mettere le mie soft skills a disposizione di ogni cittadino. Conosco i meccanismi amministrativi, le criticità e le opportunità della macchina comunale e credo di poter offrire un contributo concreto, basato su competenze tecniche e capacità di gestione.
Come vorresti Portici?
Vorrei una città più ordinata, più inclusiva e sempre più a misura d’uomo. Negli ultimi anni è stato fatto un lavoro importante che ha proiettato Portici verso una dimensione più ampia e dinamica. Questo percorso va proseguito con determinazione. Immagino una città con servizi efficienti, spazi pubblici curati, una mobilità sostenibile e una pubblica amministrazione sempre più vicina ai cittadini. Una città capace di innovarsi senza perdere la propria identità, e di collocarsi stabilmente in una dimensione sempre più moderna e internazionale. La strada è tracciata, ora serve continuità, visione e capacità di realizzazione.
Come vorresti il Vesuviano?
Tempo fa ho espresso un’idea che definisco “Mare d’Oro”: una visione strategica fondata sulla valorizzazione integrata dell’area vesuviana, in particolare della fascia costiera. Il nostro territorio possiede un patrimonio paesaggistico, culturale e ambientale straordinario, che tuttavia non viene ancora sfruttato pienamente in modo organico. L’obiettivo deve essere una piena collaborazione politica e istituzionale tra tutti i Comuni del Vesuviano, sia costieri che interni, ragionando come se il territorio fosse un sistema unico.Attraverso pianificazione integrata, investimenti coordinati e una governance condivisa, possiamo restituire valore a queste risorse e trasformarle in opportunità concrete di sviluppo.
I tuoi riferimenti politici
Il mio primo riferimento è sicuramente mio padre, con il quale mi confronto spesso su dinamiche amministrative e visione politica. Nel tempo ho avuto la fortuna di confrontarmi e collaborare con diverse figure che considero punti di riferimento. Tra queste, Giovanni Iacone, per competenza e profondità amministrativa; Florinda Verde e Ciro De Martino, con cui ho condiviso esperienze significative; e Claudio Teodonno, che stimo molto per capacità e visione e che secondo me sarà il prossimo Sindaco di Portici. Un ruolo importante lo ha avuto anche il Sindaco di Massa di Somma, Gioacchino Madonna, che mi ha dato l’opportunità di assumere responsabilità amministrative rilevanti. Ci sono altre figure e la lista sarebbe lunga , ma sono tutte esperienze che mi hanno formato e che considero un valore importante nel mio percorso.
Perché votarti?
Non amo giudicarmi né chiedere consenso sulla base di definizioni personali. Chi non mi conosce avrà modo di farlo e si costruirà un’opinione autonoma. Candidarsi significa sottoporsi al giudizio dei cittadini, ed è giusto che sia così. Posso dire, però, che metterò a disposizione competenze, esperienza amministrativa e un impegno concreto e quotidiano verso la città. Non prometto scorciatoie, ma lavoro serio, responsabilità e risultati misurabili nel tempo, con l’obiettivo di lasciare un segno tangibile e positivo per la comunità.


I commenti sono chiusi, ma trackbacks e i pingback sono aperti.