Scontro a Portici sulla chiusura alle 13:00 del Parco a Mare a Pasquetta, tra Fernando Faraoni e Claudio Teodoro
Parco a mare tra le polemiche per la chiusura a Pasquetta dalle 13:00 alle 16:00 per decongestionare i flussi che avrebbero invaso la spiaggia. Ed è diventato anche questo un motivo di scontro istituzionale, con il candidato a sindaco Fernando Farroni che denuncia la scelta del commissario prefettizio di chiudere i cancelli alle 13, sgomberando famiglie e bambini intenzionati a godersi una bellissima giornata di sole nella propria città. “A Pasquetta famiglie e cittadini sono stati mandati via dal nostro lungomare alle 13.00 perché “il parco doveva chiudere”. Proprio nel giorno in cui i cittadini si riappropriano degli spazi all’aperto, quando le città dovrebbero essere più vive e accoglienti.
Una cosa è chiara: Portici non può essere una città di cancelli, lucchetti e chiusure. I beni pubblici appartengono alla Comunità, non a chi pensa di avere le chiavi in tasca. Rivendico con orgoglio il percorso che ha portato alla realizzazione del lungomare. È stata un’opera attesa per anni, importante per la città. Ma proprio perché crediamo in quel progetto dobbiamo avere il coraggio di dirlo: le cose si possono migliorare. Sempre” ha affermato il candidato a sindaco Fernando Farroni, in netta opposizione col candidato del centro sinistra Claudio Teodonno che dice:“Sono passate 24 ore e ancora si continua a strumentalizzare una disposizione del Commissario Prefettizio relativa agli orari di apertura del Parco a Mare durante la giornata di Pasquetta. Se la disposizione può apparire discutibile, altrettanto discutibile trovo la demagogia che si sta facendo sull’argomento. Faccio il commercialista per professione e quindi un po’ di attitudine a fare due conti non mi manca. Come non mi manca l’esperienza maturata in tanti anni di vita amministrativa, come Presidente del Consiglio e consigliere comunale.
Tutti noi immaginiamo idealmente un Parco, in questo caso un Parco a Mare, aperto h 24 e senza alcuna restrizione o limitazione. Bisogna però considerare anche altri aspetti, senza scivolare nella facile demagogia di chi crede che amministrare una Città sia sempre e soltanto accontentare in questa fase elettorale, salvo poi non guardare in faccia alla realtà amministrativa successiva”.


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