“Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande” Nola piange Domenico e la Procura sequestra i cellulari dei sei indagati

“Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande”. Così è scritto su uno striscione che è stato affisso in via Circumvallazione a Nola, poco lontano dalla casa di Domenico, il bimbo di due anni e quattro mesi morto ieri nell’ospedale Monaldi dopo due mesi di calvario seguiti all’impianto di un cuore danneggiato.
In mattinata è ripreso il mesto pellegrinaggio dii tanti conoscenti ma anche persone sconosciute che stanno lasciando fiori e ceri dinanzi ad un improvvisato altarino protetto da una transenna.

C’è chi si ferma per recitare una preghiera e chi passa facendosi il segno di croce. La comunità di Nola, popoloso comune in provincia di Napoli, è sconvolta. Nei bar appena aperti non si parla di altro e tutti si stringono alla famiglia.

“Non diceva finire così”, ha detto una donna che ha portato dei fiori stringendo le mani dei suoi due figli. Quando saranno celebrati i funerali, come ha annunciato il sindaco Andrea Ruggiero, verrà proclamato il lutto cittadino.

Intanto la Procura di Napoli ha notificato un avviso di garanzia a ciascuno dei sei sanitari dell’ospedale Monaldi iscritti nei giorni scorsi nel registro degli indagati nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore fallito dello scorso 23 dicembre, costato la vita al piccolo Domenico.
Nell’avviso di garanzia odierno l’ipotesi di reato è ancora di lesioni colpose gravissime: nei prossimi giorni, quando verrà comunicata agli indagati la data dell’esame autoptico, verrà contestualmente notificata la nuova ipotesi di reato di omicidio colposo.

I carabinieri del Nas hanno inoltre sequestrato i cellulari dei sei indagati.
Il sequestro dei cellulari è avvenuto sempre su disposizione dei magistrati della VI sezione (“lavoro e colpe professionali”, sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci).

I telefonini verranno passati al setaccio dagli inquirenti impegnati a ricostruire, tra l’altro, le comunicazioni intercorse tra medici e paramedici dal 23 dicembre 2025, giorno del trapianto, a oggi.

Foto Ansa Campania

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