E’ già crisi di maggioranza in casa Carbone a San Giorgio? L’ex assessore Giordano dopo gli affondi sulla mensa, pone l’attenzione sul vecchio cinema Flaminio acquistato dal Comune e oggi pronto ad essere riceduto a privati

San Giorgio a Cremano – E’ stato tra i fedelissimi dell’ex sindaco Giorgio Zinno, al punto di pensare fino alla fine di poterne essere l’erede. Quando la coalizione scelse di candidare Michele Carbone, Giuseppe Giordano, ex super assessore alla pubblica istruzione nell’ultimo governo Zinno, non si candidò, sostenendo con un buon risultato due candidati del suo gruppo. Dopo l’assegnazione delle deleghe in Giunta, non essendo stato premiato, di fatto sta diventando l’unica spina nel fianco (tranne le pillole online dell’ex Giorgio Carcatella e dell’eterno sconfitto alle elezioni Aquilino Di Marco, visti i follower: più premiati per la loro trasmissione onweb di accuse alla maggioranza che negli anni dalle esperienze politiche dirette) della maggioranza Carbone. Primo colpo, una presa di posizione netta riguardo i ritardi nella partenza del servizio mensa “Al di la della data di inizio che purtroppo si prolunga, è drammatico che il servizio rischi di non essere efficiente.

Il servizio Mensa e la tutela dei lavoratori della refezione scolastica devono essere una priorità concreta, non un impegno da rinviare. La refezione scolastica è un servizio essenziale per le famiglie, per gli studenti e per l’intera comunità.  Soltanto il mese scorso è stata approvata una variazione di bilancio che ha destinato oltre 100.000 euro alla cultura, alle luminarie e alle manifestazioni. Basterebbe utilizzare una parte di quelle risorse per garantire il buon funzionamento del servizio e i lavoratori anche negli ultimi due mesi di refezione del 2026”  ha detto a riguardo Giordano sulla questione. L’attenzione dell’ex assessore, si rivolge alla questione vecchio Cinema Flaminio, nell’ultima governance targata Zinno, acquistato dal Comune per donarlo alla città. Oggi qualcosa è cambiato. “Il 26 novembre 2024 il Consiglio comunale di San Giorgio a Cremano approvava l’acquisto e ristrutturazione del Cinema Flaminio attraverso l’accensione di due mutui con Cassa Depositi e Prestiti. Un investimento importante, giustificato da una motivazione precisa: restituire alla città uno spazio pubblico destinato alla cultura, alle scuole, alle associazioni, al teatro e alla crescita della nostra comunità.

In quella seduta, l’allora Sindaco dichiarava testualmente: «L’idea non è darlo a soggetti privati che poi gestiscono un’opera dopo che il Comune spende». Impostazione inequivocabile e condivisa, accompagnata dalla prospettiva (sempre da valutare) di una gestione attraverso un soggetto strumentale del Comune. A presiedere quel Consiglio comunale c’era l’attuale Sindaco, che intervenne a sostegno del provvedimento e votò favorevolmente.

Oggi, a meno di due anni di distanza, scopriamo che l’Amministrazione intende esternalizzare la gestione del Cinema Flaminio a soggetti terzi.

Allora il punto è :per chi abbiamo deciso di acquistarlo? Per le scuole, le associazioni, i giovani e la crescita culturale della nostra città, come dichiarato nel 2024? Oppure per consentire a un soggetto privato di sviluppare un’attività imprenditoriale all’interno di un immobile acquistato con i soldi dei cittadini? Perché è evidente che un soggetto privato, per quanto possa garantire iniziative culturali, dovrà necessariamente confrontarsi con logiche imprenditoriali e di sostenibilità economica. E questo è ben diverso dall’idea originaria di uno spazio culturale pubblico, pensato soprattutto per le scuole, le associazioni e le attività della nostra comunità”.

Ma c’è un altro aspetto che lascia perplessi, continua Giordano. “Nella proposta di deliberazione n. 68 del 10 ottobre 2026 si dichiara l’impossibilità economica e strutturale della gestione diretta, si stabilisce l’indirizzo di esternalizzazione e soltanto successivamente si demanda al dirigente la predisposizione degli studi di fattibilità. La Politica sta abdicando ? Prima si decide di esternalizzare e poi si prevedono gli studi di fattibilità? Sia chiaro non sono contrario per principio al coinvolgimento dei privati nella gestione dei beni pubblici.

Ma se un Comune decide di indebitarsi per oltre un milione di euro, solo per l’acquisto, motivando quell’investimento con la necessità di creare un luogo pubblico di cultura e aggregazione, potrebbe anche cambiare indirizzo ma non senza documentare come intenda garantire quelle finalità. Perché allora viene meno proprio la motivazione politica che aveva giustificato l’acquisto.

Non si può trattare allo stesso modo il Cinema Flaminio e i parchi pubblici realizzati con fondi PNRR; Il cinema Flaminio , visto le motivazioni che hanno portato all’acquisto deve essere oggetto di una discussione autonoma”. Giordano non va contro la maggioranza per partito preso, ma su tematiche per lui e il suo gruppo politico importanti.  “Allora l’invito va ai Consiglieri tutti : Si stralci il Cinema Flaminio da questa proposta e sia lo stesso oggetto di discussione seria, in Consiglio Comunale, accompagnata da un piano economico e culturale che metta al primo posto gli interessi della comunità e non tradisca le motivazioni per le quali è stato acquistato.

Perché il punto non è soltanto chi gestirà il Cinema Flaminio ma dare a 1.155.375,00 di risorse pubbliche un percorso chiaro, trasparente e coerente con le ragioni per le quali sono stati impegnati e non due righe all’interno di un provvedimento che riguarda i parchi pubblici .

L’amministrazione, a proposito di coerenza, dia garanzie affinché il cinema conservi la sua funzione culturale e sociale” ha concluso l’ex assessore.