Abusi su ragazze minorenni durante lezioni di musica, arrestato un 66 anni a San Giorgio a Cremano colto in flagranza di reato in una scuola di danza 

San Giorgio a Cremano – Avrebbe abusato di alcune minorenni alle quali impartiva lezioni private di musica all’interno di una scuola di danza: per queste ragioni, gli agenti di polizia giudiziaria in servizio al commissariato di San Giorgio a Cremano, hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 66 anni.

E’ accusato di violenza sessuale aggravata, poiché commessa ai danni di ragazzine, una delle quali ha meno di 15 anni. L’arresto è il risultato di una indagine che ha portato alla scoperta di diversi atti subiti dalle minorenni, all’interno di una scuola di danza, risultata del tutto estranea ai fatti contestati, di San Giorgio a Cremano. Qui il 66enne svolgeva lezioni individuali di musica.

Le molestie sarebbero avvenute all’interno di una saletta messa a disposizione per lo svolgimento del corso di musica. Decisive sono risultate le intercettazioni ambientali audio-video, la cui visione in diretta ha consentito agli agenti di cogliere l’uomo in flagranza di reato. Si è proceduto così all’arresto, poi convalidato dal gip, con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere napoletano di Poggioreale.

A far scattare le indagini che hanno consentito di fare luce sugli abusi commessi da un prof di musica di una scuola privata di danza ai danni di alcune studentesse, è stato il coraggio di una delle vittime, una 14enne che non ha esitato a raccontare quanto le stava accadendo ai genitori. Il padre e la madre della ragazzina, dopo avere appreso degli atteggiamenti inappropriati del docente e delle continue avances che subiva quotidianamente, si sono rivolti all’avvocato Michele Rullo il quale li ha spinti a presentare una denuncia al commissariato di Polizia di San Giorgio a Cremano. Gli agenti, per acquisire le prove di quanto stava succedendo alle studentesse, sono riusciti a far sgomberare la scuola simulando un pericolo imminente e poi, fingendo un’ispezione nelle classi, hanno posizionato telecamere e microspie. L’analisi delle immagini registrate dai dispositivi ha consentito di documentare non solo gli abusi del docente nei confronti della 14enne ma anche quelli nei confronti di altre coetanee.

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