A Volla il Consiglio diventa l’aula di una classe e i consiglieri (di maggioranza) interrogano gli assessori su zone F e Pac

Volla – Questo che vi raccontiamo è un caso strano di politica locale accaduto nella Dubai (grazie a Dio senza le bombe) vesuviana. 5 consiglieri di minoranza avevano richiesto un Consiglio Comunale straordinario, per “discutere” ai sensi dell’articolo 39 comma 2 DLS 267/2000, di alcuni punti significativi riguardanti il paese. Zone F, Disorganizzazione dei settori dell’ente, Puc, Bilancio stabilmente riequilibrato. Cose importanti che segnano da anni l’instabilità amministrativa cittadina.
Invece nella convocazione, non pubblicizzata dai soliti manifesti, del Consiglio Comunale la “discussione” è diventata “interrogazione/i”, perché a detta della maggioranza “non è possibile fare un consiglio con discussioni senza che vi siano proposte deliberative”. L’opposizione non si è arresi e hanno una mozione inviata anche all’avvocatura dello stato e alla funzione pubblica per denunciare l’accaduto. Dopo hanno abbandonato l’aula, lasciando di fatto solo i membri della maggioranza. Cosa c’è di strano? Quello che è accaduto dopo: i consiglieri comunali di maggioranza hanno cominciato a interrogare gli assessori. Pubblichiamo interamente l’interrogazione di Simona Mauriello, consigliera comunale di maggioranza.

“Signor Presidente, Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, cittadini di Volla,

quando parliamo del futuro di Volla non discutiamo soltanto di atti amministrativi, ma di qualità della vita e di rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Intervengo da consigliera di maggioranza con spirito leale e costruttivo, non per polemica, ma per contribuire a rafforzare l’azione amministrativa. Perché il dovere principale che abbiamo è garantire servizi e dare risposte, come abbiamo promesso nel nostro programma.

Credo che la politica comunale debba essere prima di tutto servizio: affrontare problemi collettivi e migliorare concretamente la vita della comunità. Proprio per questo sento il dovere di dire con chiarezza che oggi serve un cambio di passo sulle priorità, e serve farlo adesso, prima che la distanza tra Comune e cittadini si trasformi in sfiducia.

Sappiamo tutti che la struttura comunale è sottodimensionata. Ma questo dato, da solo, non può diventare una giustificazione. Dobbiamo invece puntare su coordinamento, obiettivi verificabili e un metodo che valorizzi chi lavora. E soprattutto dobbiamo favorire ascolto e coinvolgimento di dipendenti e funzionari, con una visione amministrativa chiara, strumenti adeguati e fiducia. Perché senza empowerment anche la migliore volontà rischia di incontrare ostacoli.

I cittadini ci chiedono fatti concreti. Ci chiedono servizi sociali più strutturati per minori, disabili e anziani. Ci chiedono manutenzione ordinaria di strade e spazi pubblici, non solo interventi in emergenza. Ci chiedono maggiore attenzione alla viabilità, più controlli, più sicurezza urbana, più presenza sul territorio. E ci chiedono scuole curate con manutenzione costante e programmata.

Accanto a queste priorità, c’è poi un tema decisivo: l’urbanistica. E l’urbanistica non è solo materia tecnica, ma è la fotografia della nostra visione politica. Dobbiamo chiederci quale idea di paese vogliamo realizzare per Volla. Il contesto territoriale ed economico sta cambiando, e ci sono dinamiche di sviluppo che dobbiamo saper governare. Non possiamo restare spettatori. Dobbiamo orientare questi processi nell’interesse pubblico.

In questo senso richiamo la mia nota protocollata, la n. 0035087 del 17 novembre 2025, con la quale chiedevo un indirizzo politico chiaro sul PUC e sulle aree ZES, proprio per dare alla macchina amministrativa una direzione esplicita e una cornice condivisa. Per avviare davvero il PUC dobbiamo prima rafforzare l’organizzazione tecnica: assicurare una guida stabile al Settore Urbanistica, oggi privo di Responsabile dal 23 Gennaio 2026 e costituire l’Ufficio di Piano. Solo così sarà possibile predisporre il Preliminare e avviare la VAS con tempi certi.

Nel frattempo, avanzo una proposta concreta, costruttiva e immediata: aprire un tavolo di concertazione con imprenditori e categorie economiche, nella massima trasparenza e nel pieno rispetto delle norme, per trasformare lo sviluppo in ricadute pubbliche reali, strutture e servizi a disposizione della comunità.

Quando si realizzano interventi edilizi o produttivi, la normativa urbanistica prevede il rispetto degli standard urbanistici, cioè quelle dotazioni minime di spazi e servizi per la collettività, come parcheggi, verde e attrezzature pubbliche, stabilite dal Decreto Ministeriale n. 1444.

In linea generale questi standard devono essere realizzati o ceduti al Comune nell’ambito dell’intervento. Solo quando ciò non è tecnicamente possibile, gli strumenti urbanistici possono prevedere forme alternative, come la monetizzazione, cioè il versamento di un contributo economico al Comune. Tuttavia credo che il tema non debba essere ridotto al semplice introito economico. Possiamo e dobbiamo costruire soluzioni più utili per la città. Attraverso gli strumenti di collaborazione tra pubblico e privato previsti dall’ordinamento, come gli accordi disciplinati dall’art. 11 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, il Comune può valutare caso per caso che gli operatori economici, in alternativa o in aggiunta alla monetizzazione, contribuiscano direttamente alla realizzazione di opere di interesse pubblico.

Questo può avvenire su aree individuate dall’amministrazione, nell’ambito della pianificazione urbanistica prevista dalla Legge 17 agosto 1942 n. 1150 e dal D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.

Naturalmente queste scelte devono essere coerenti anche con gli indirizzi strategici dell’amministrazione e con gli strumenti di programmazione dell’ente, a partire dal Documento Unico di Programmazione, che rappresenta il quadro nel quale il Consiglio comunale individua le priorità della città e orienta le politiche pubbliche.

Parliamo, ad esempio, della realizzazione di parcheggi pubblici, aree a verde attrezzato, spazi culturali e di aggregazione, centri sociali per anziani e persone con disabilità, impianti sportivi di quartiere o strutture dedicate ai giovani.

In questo modo gli interventi urbanistici non producono solo edifici, ma anche servizi e infrastrutture utili alla comunità. Opere realizzate dai privati, ma destinate all’uso pubblico.

È un modo concreto per trasformare lo sviluppo e gli investimenti in qualità urbana, servizi e opportunità per la città. Concludo. Io credo che questa amministrazione abbia tutte le possibilità per imprimere una svolta concreta, ma è utile assumere impegni chiari e verificabili. La politica locale non si misura dalle parole che pronunciamo in quest’Aula, ma dai servizi che i cittadini trovano fuori da quest’Aula. I cittadini ci hanno scelto perché abbiamo preso un impegno. Oggi dobbiamo rendere quell’impegno concreto. Io sono in maggioranza e voglio esserlo nel modo più utile: contribuendo a portare risultati per tutta la comunità vollese, in coerenza con ciò che abbiamo promesso ai cittadini.  Grazie.

Prof.ssa Simona Mauriello, Consigliera Comunale – Moderati per Volla”

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