Dentro l’Hotel Valleverde, tra vite difficili e troppi pregiudizi. Dopo il ferimento dell’altra sera, le verità di chi c’era


Pomigliano d’Arco – All’hotel Valleverde, nel centro città, sono rinchiusi da sette mesi cinquanta richiedenti asilo politico scappati dalla Libia ma originari dei Paesi dell’Africa occidentale. Il clima di tensione che si respira è dovuto probabilmente alla carica di stress cui sono sottoposti i giovani africani, ancora in attesa di essere ascoltati da una commissione che valuterà le loro storie. E così lo stress si è trasformato in una colluttazione, che nel tardo pomeriggio del 25 marzo ha coinvolto due giovani nigeriani all’esterno dell’albergo. I due hanno riportato ferite superficiali, nessuna di esse all’addome, così come è stato scritto. “Non c’è stata alcuna rissa: – ha ribadito Rosa, membro dell’associazione Africa Friends che si prende cura dei ragazzi fin dal loro arrivo in Italia – erano coinvolti solo due ragazzi”. E non erano togolesi né senegalesi, come è stato invece riportato da alcuni giornali locali. Di senegalesi al Valleverde non c’è n’è neppure uno! Dopo essere stati sottoposti a tac e radiografie volti a escludere lesioni gravi, i giovani sono stati portati nella caserma di Pomigliano. Insieme a loro, sono stati trasferiti tutti i ragazzi africani presenti in quel momento al Valleverde, anche coloro che non erano presenti al momento della colluttazione. “Nei confronti degli immigrati ci sono ancora tanti pregiudizi – ha dichiarato Luigi, altro membro dell’associazione – e il fatto che la zuffa sia avvenuta all’esterno dell’albergo, ha reso il tutto più eclatante”.
Roberta Migliaccio
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