ELEZIONI AMMINISTRATIVE A SANT’ANASTASIA 2020 – LA SCELTA, L’IMPEGNO E IL CUORE DI UNA DONNA DA SEMPRE IN PRIMA LINEA A FAVORE DEGLI ULTIMI

Sono Cettina Giliberti, psicologa e psicoterapeuta. Ho rivestito dal 2014 al 2016 il ruolo di Assessore alle Politiche Sociali, Spettacolo, Tutela degli Animali e Immigrazione.

Attiva già da prima sul territorio nel campo del volontariato con le fasce deboli ed i ragazzi con disabilità. Da poco dopo il 2010 scopro la mia passione per la politica e per il territorio, passione che cresce sempre più e che oggi mi ha spinto a mettermi nuovamente al servizio dei cittadini con la mia candidatura a sostegno di Carmine Esposito Sindaco, nella stessa lista che per la terza volta scelgo di rappresentare, Arcobaleno.

Faccio parte di una squadra variegata, con varie professionalità e competenze e varie risorse che vivono in maniera attiva il territorio anastasiano, capaci di intercettare criticità ma soprattutto che conoscono il territorio in quanto lo vivono in maniera trasversale.

Mi candido mettendoci la mia faccia. Spiego quotidianamente che mi impegno ad esserci e garantisco di esserci di più e per più persone nello stesso modo in cui da anni già ci sono.

Sul territorio sono necessarie persone capaci di intercettare le problematiche del paese, di lavorare in squadra per la loro risoluzione. Persone libere dal bisogno, già realizzate nella vita e professionalmente e che abbiano tempo a disposizione da dedicare alla cosa pubblica.

Di seguito alcuni punti da cui partirò, insieme alla squadra, forte del fatto che nessuno può garantire interventi da solo, ma in sinergia con la squadra che governerà il paese.

Le Politiche Sociali sono il motivo per cui quotidianamente mi impegno con tutte le mie forze.

I bambini, le famiglie in difficoltà, il disagio su tutti i fronti, gli interventi socio sanitari, il contrasto alla povertà, la disabilità saranno in primissimo piano nella nostra azione di governo.

In particolare, le persone con disabilità mai più saranno invisibili. Se solo pensiamo che il centro diurno negli ultimi anni è passato da 7 ore al giorno circa per 5 giorni settimanali a due ore al giorno per tre volte alla settimana. Una riduzione di tempi e spazi che la dice tutta sull’ interesse che l’amministrazione precedente aveva per le persone con disabilità.

Spazi ridotti senza la capacità di reperirne altri, esistenti, del patrimonio comunale.

Nel 2016, quando mi dimisi come assessore, andai via col rimpianto di non aver lottato da subito per i P.E.B.A. (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche) ma con la consapevolezza di aver spianato insieme agli uffici il terreno per molti progetti, che poi si è pensato di accantonare.

Per il “Dopo di noi” abbiamo il dovere di fare un censimento delle disabilità e fare rete con altri enti e famiglie per garantire ai genitori delle persone con disabilità il continuum dignitoso, attraverso strutture adeguate, dei loro figli in un futuro in cui nessuno della famiglia si potrà prendere cura di loro.

Lo sportello  per le famiglie e anti violenza sanno un altro punto cardine. La violenza di genere non sarà più settaria ma uno sguardo attento sarà rivolto alle donne così come agli uomini che tutti i giorni subiscono violenza, soprattutto psicologica, nella loro relazione con i figli che troppo spesso viene strumentalizzata dalle mamme. La genitorialità va sempre tutelata per il bene dei figli.

Per le donne che restano tristemente vedove giovani con bambini si dovrà pensare un piano di azione che tenda alla ridefinizione del loro ruolo di madri e donne.

Lo stesso vale per uomini, spesso padri di famiglia, che restano disoccupati dopo un lavoro, per giunta a nero, senza avere così la possibilità di avere altre opportunità.

Restituire la dignità a chi nella vita si è sempre adoperato e vive in difficoltà questa fase particolare, non strettamente legata al Covid 19, deve essere interesse di un’amministrazione.

Così come l’attenzione agli anziani, alle persone che vivono il pensionamento come fase demotivante della loro vita, è fondamentale.

Ma non solo le Politiche Sociali. Un paese che funziona, intanto, è un paese che vive.

Tutti ne parlano ma nessuno pensa a cosa e come fare con un risorsa storico religiosa che Sant’Anastasia ha: l’imponente e suggestivo Santuario di Madonna dell’Arco.

Sento spesso parlare di incrementare il turismo religioso nella nostra città, ma  credo fermamente che ad essere incrementati devono essere i servizi da offrire ai tanti pellegrini che ogni anno visitano il nostro paese grazie alla presenza del Santuario della Madonna dell’Arco sul nostro territorio.

E non mi riferisco ai pellegrini del Lunedì in Albis o a quelli della festa di settembre ma a tutti quei pellegrini, e sono circa 40.000, che durante il resto dell’anno visitano il nostro Santuario.

Il Santuario, per chi lo frequenta e lo conosce, già offre una serie di servizi: penso alla guida che ne spiega la storia e la tradizione; penso al Museo degli ex Voto, unico nel suo genere a livello mondiale, ed oggi con la possibilità di essere visitato quotidianamente; penso alla Biblioteca a disposizione degli studiosi; penso ai tradizionali presepi che nel periodo natalizio sono una vera attrazione per tutto il circondario; penso alle tante iniziative culturali che il Santuario mette a disposizione della gente e che sono sempre di alto spessore sociale e culturale nonché religioso.

Sicuramente si può incrementare il numero dei pellegrini ma a loro vanno offerti servizi concreti frutto di progetti concreti e impegnativi.

Bisogna creare delle aree parcheggio, dove far sostare i pullman e permettere alla gente di vedere anche ciò che circonda il Santuario. E se oggi ciò che circonda il Santuario offre ben poco, bisognerà impegnarsi per creare un’area commerciale che permetta ai pellegrini di poter passeggiare e trascorrere un ora di serenità e di svago, offrendo loro percorsi commerciali e di svago, ma anche permettere loro di restare in città per gustare le nostre tradizioni culinarie.

Penso che vada ripreso il Progetto della Piazza Madonna dell’Arco, un progetto regalato al comune dalla comunità dei Padri Domenicani e che in tre anni ancora non ha visto la sua realizzazione per mancanza di un impegno concreto nel far arrivare i fondi per poterlo realizzare: progetto che darebbe lustro alla nostra città.

Bisognerà impegnarsi per creare il Museo del Rame, idea che si stava strutturando già nel 2015 con uno dei maestri ramai più entusiasti del territorio, il compianto Natale Porritiello.

Antica tradizione e mestiere storico anastasiano, portato nel mondo.

Si deve necessariamente creare una sinergia forte con il Parco Nazionale del Vesuvio e fare in modo che chi viene in città possa anche avere la possibilità di un percorso pensato apposta per far conoscere la bellezza dei percorsi della nostra montagna e dei suoi magnifici frutti e delle varie risorse.

Credo fermamente che questo e molto altro sia realizzabile con l’impegno di un’amministrazione capace e competente che si impegna concretamente spendendo ogni energia per questo progetto ambizioso.

Chi mi conosce sa quanto impegno metto e quanto spendo di me stessa nel realizzare le cose che siano per il bene di tutti. Vi posso solo garantire la mia faccia! Non posso promettervi altro, se non di metterci tutte le mie forze per avere una città bella  per noi e per tutti coloro che vengono a visitarla e a viverci.

Cettina Giliberti

 

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