Tutti in strada per la Terra dei Fuochi

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Pomigliano. «L’uomo è stato creato nell’Eden, al centro della natura. Distruggere l’ambiente significa quindi non avere rispetto del Creato. Non ci possiamo definire cristiani se non ci interessiamo attivamente a quello che avviene fuori le mura della chiesa». Parole di don Peppino Gambardella, parroco della parrocchia di San Felice, che ha rappresentato le parrocchie durante la manifestazione “Tutti in Fila” di Pomigliano d’Arco, nata per puntare i riflettori sulle problematiche legate alla “Terra dei Fuochi”. Con lui anche don Aniello Manganiello, parroco antimafia di Secondigliano: «Si parla poco del “triangolo della morte Pomigliano, Acerra, Nola”, ma in quest’area l’incidenza di tumori è aumentata di circa l’80%. Vogliamo sapere cosa c’è sotto il polo industriale dismesso di Boscofagone, sotto il Cis e sotto la superstrada Nola-Villa Literno».
Erano circa un migliaio, per lo più studenti, i manifestanti che hanno sfilato per le strade della città. Il corteo si è riunito nel luogo che in questi ultimi mesi è diventato il simbolo della lotta contro l’abbandono ambientale: il piazzale dell’ex stazione della Circumvesuviana, che l’estate scorsa un gruppo di volontari ha bonificato e reso di nuovo fruibile alla collettività. Un fiume di giovani che, tra striscioni e canti, si è articolato su via Roma e Corso Umberto, per poi terminare in Piazza Municipio.
«Sono tantissime le aree di questo territorio da bonificare, anche se qui il fenomeno dei roghi è meno evidente, – commenta Roberto Dei, attivista del M5s e referente del “Comitato 18 gennaio”, che ha organizzato l’iniziativa – L’Enam, la società municipale che gestisce la raccolta dei rifiuti, stima che per bonificare il solo territorio pomiglianese occorre circa un milione di euro. La beffa è che, tra le aree più inquinate, c’è anche quella intorno alla pista ciclabile che collega la città ad Acerra».
Daniela Scodellaro, giornalista e attivista ambientale, durante la manifestazione ha letto i dati del “Rapporto ecomafie 2012” di Legambiente: «La Campania conta 4777 infrazioni accertate, 3394 persone denunciate, 34 persone arrestate, 1153 sequestri, 6034 roghi di rifiuti speciali e 44 siti tra i più inquinanti d’Italia. Sono 10 milioni di tonnellate i veleni sversati nella Terra dei Fuochi in 22 anni, provenienti da 443 aziende coinvolte, la maggior parte dei quali del centro-nord».
Hanno aderito all’iniziativa tantissime associazioni del territorio tra cui i commerciati della Caip, che, insieme ad altri negozianti non associati, hanno abbassato le serrande al passaggio del corteo. Presenti anche, tra i tanti, le “Mamme Vulcaniche”, “Libera” e la “Fiom”.
Nelle stesse ore il ministro per L’Ambiente e il Territorio Andrea Orlando era a Napoli a rispondere dell’emergenza sanitaria: «Le risorse per uno screening sanitario diffuso ci sono. Sarà compito del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, in rapporto con la Regione, definire l’utilizzo di queste risorse».
«In questi giorni, – ha raccontato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ai ragazzi dell’istituto Torricelli di Somma Vesuviana – in Parlamento non si discute di legge elettorale, come si potrebbe pensare leggendo i giornali, ma di Terra dei Fuochi, per la quale il M5s ha una serie di proposte operative che saranno vagliate dagli altri parlamentari. È la voglia di salvaguardare l’ambiente che mi ha spinto a diventare attivista, poi a candidarmi per diventare parlamentare. Mi impegnerò personalmente per far sì che quanto prima partano le bonifiche che il territorio dove sono nato aspetta da almeno 20 anni».

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