#scienzainvideo Viruloso, il coronavirus spiegato ai bambini: da due ricercatori del Cnr, con la collaborazione del figlio e dei suoi compagni di classe

Una lezione di scienza per i più piccoli, e non solo, che parte dall’iniziativa di una ricercatrice e un tecnico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), insieme al loro figlio di 9 anni. Il tema è come affrontare l’emergenza sanitaria di questi giorni in modo semplice e leggero e soprattutto adatto ai giovanissimi.

L’ispirazione nasce dal famoso Muppet Show, una parodia del varietà che aveva come personaggi dei pupazzi (animali antropomorfi, realistici, robot, creature immaginarie), realizzati con materiali morbidi, con occhi e bocca grandi e sporgenti e soprattutto dalla tempra spiccata, divertente ed irriverente.

“Abbiamo immaginato come i bambini stessero vivendo questo strano e particolare periodo, alla luce anche delle informazioni divulgate in televisione o sul web, il più delle volte caratterizzate da un linguaggio complesso e tecnico. Da qui l’idea di far parlare direttamente il nuovo coronavirus. Nasce così Viruloso”,  spiegano Tiziana Masullo dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo (Cnr-Ismed) e Luca Caruana dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Cnr (Cnr-Irib).

E’ nato così il video divulgativo dal carattere scientifico che ha come protagonisti la ricercatrice e un pupazzo chiamato Viruloso, che insieme discutono in maniera leggera e divertente, senza mai allontanarsi dalla reale condizione, sul ruolo e le ricadute sulla popolazione che questo virus sta causando.

Il progetto è stato messo a punto in 10 giorni, durante i quali i creatori, utilizzando il periodo di smart working hanno dato vita a Viruloso utilizzando materiale e strumenti trovati in casa. Quindi selezionati i contenuti scientifici (come caratteristiche dei virus, vettori di diffusione e vie di trasmissione; concetto di focolaio, epidemia e pandemia), è stata sviluppata la sceneggiatura, la scenografia e montato il video. Tra i contenuti, i realizzatori hanno voluto fare riferimento all’importanza delle semplici regole comportamentali e buone pratiche da adottare per ridurre i contagi, senza dimenticare la risposta dell’ambiente.

 

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