SAN CIRO ROSSO SANGUE – Durante la Processione per il Santo Patrono a Portici crolla un balcone, tre morti e numerosi feriti. Scattano le indagini

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PORTICI – Processione si sangue a Portici. Due donne e un uomo morti, sei feriti alcuni dei quali gravi. Stava quasi per concludersi la tradizione processione di San Ciro, il santo patrono di Portici, quando un pesante balcone è crollato, travolgendo i fedeli che si trovavano sotto. Tre persone morte e almeno sei feriti nel crollo di un balcone a Portici nel Napoletano: è il bilancio di una domenica che avrebbe dovuto essere di gioia e si è trasformata in tragedia.  Nel comune vesuviano, la prima domenica di maggio, come di consueto, si celebra la festa del patrocinio di San Ciro sulla città, un evento che ha richiamato migliaia di devoti e fedeli anche dai comuni limitrofi. In serata la statua del Santo, portata a spalla da un gruppo di fedeli, percorreva il corso principale ed era quasi giunta nella Basilica in piazza San Ciro quando, poco prima delle 21.00, a pochi metri si è udito un tonfo forte, terribile. I presenti raccontano di gente spaventata che ha cominciato a correre in tutte le direzioni cercando una spiegazione. Subito si è diffusa la voce di una sparatoria, poi smentita dalle forze dell’ordine in servizio. Al corso Garibaldi a pochi metri dalla scuola media statale ‘”Macedonio Melloni” il balcone di un edificio al primo piano si è spezzato ed è crollato. Intatta la ringhiera. Le indagini faranno luce sulle cause. Da prime e sommarie informazioni sembra che l’edificio fosse vetusto. A farne le spese è stato un gruppo di fedeli, intento a festeggiare il Santo, presente per puro caso sotto al balcone o a pochissimi metri di distanza. Le forze dell’ordine e la polizia Municipale, giunte immediatamente sul posto, hanno cercato di farsi spazio ripristinando l’ordine mentre le ambulanze del 118 hanno soccorso i feriti. Il bilancio ne conta ancora almeno sei, alcuni molto gravi. Le persone decedute sono donne (Maria Vela, di 67 anni, e di Concetta Evangelista di 65 anni) e un uomo di 65 anni, Aniello Scognamiglio. Presente alla processione il cardinale Crescenzio Sepe che era appena giunto in città quando ha appreso la notizia: si è quindi recato a piedi sul luogo della tragedia accompagnato da un cordone di dodici agenti di polizia. Presente anche il commissario prefettizio Pasquale Manzo. Dal palco allestito in piazza San Ciro l’annuncio pubblico della sospensione della festa. Un episodio analogo, che però non provocò morti ma solo tre feriti, avvenne a Catania il 4 febbraio 2009, durante la festa patronale di Sant’Agata. In quell’occasione, dal balcone, vennero giù dei calcinacci. Un cedimento provocato dall’eccessivo peso delle persone che, affacciate, stavano seguendo la processione.
Si trova in un edificio del ‘700 sottoposto a vincolo della Soprintendenza il balcone al primo piano da cui è crollata una lastra in pietra lavica, al corso Garibaldi, 93. Il pm della Procura della Repubblica di Napoli, Claudia De Luca, ha disposto il sequestro del balcone del palazzo “Gioacchino Evidente” e l’interdizione dell’utilizzo della stanza da letto.
La tragedia ha colpito la famiglia del candidato sindaco del centrosinistra Giovanni Iacone. In segno di rispetto alle persone decedute, Iacone ha deciso di sospendere immediatamente ogni attività della campagna elettorale per le amministrative del 26 e 27 maggio. Maria Vela, 67 anni e Aniello Scognamiglio, 65, erano suoi cugini.

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