“Riduciamo le commissioni consiliari e riuniamoci fuori dall’orario di lavoro”. Intervista al capogruppo Pd Michele Tufano

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Pomigliano d’Arco – “Oggi le commissioni consiliari sono di fatto il principale capitolo di spesa che riguarda i costi della politica comunale. E lì che occorre risparmiare”. Parole di Michele Tufano, ex segretario della sezione locale del Pd, oggi capogruppo del suo partito in Consiglio.
In che modo pensate di tagliare le spese legate alle commissioni consiliari?
Il gettone di presenza per il consigliere è di circa 30 euro netti, sia per la commissione che per il Consiglio. Attualmente le commissioni sono sette, e ognuna è composta da cinque consiglieri, come nella scorsa legislatura, per un totale di 35 componenti. Però i consiglieri comunali sono passati da 30 a 24, quindi sono aumentati quelli che partecipano a più di una commissione e la spesa complessiva per l’Ente è rimasta invariata. Che senso ha? La nostra proposta è di ridurre il numero delle commissioni, accorpandole per tematiche e filoni. Nella precedente legislatura, le commissioni non si sono distinte per produttività. Ma il vero problema, a nostro avviso, non è il compenso per i consiglieri.
Si spieghi meglio
La spesa più rilevante non è il gettone di presenza, ma la remunerazione che il Comune deve, per legge, erogare alle aziende dove il consigliere è dipendente, qualora la riunione di commissione o il Consiglio Comunale avvenga durante il suo orario di lavoro. Proponiamo, quindi, di convocare le sedute in modo che i singoli consiglieri possano svolgere regolarmente le proprie attività professionali. Da un punto di vista organizzativo non è difficile: basta che le riunioni si svolgano nel tardo pomeriggio o il sabato. Dobbiamo avere il coraggio di fare un sacrificio e lanciare un segnale. In molte amministrazioni stanno effettuando questi tagli, possiamo farlo anche qui. La passione politica, come abbiamo detto in tanti durante la campagna elettorale, non è legata alla retribuzione ma all’interesse per i problemi della città. Farò ufficialmente queste proposte durante l’assemblea dei capigruppo di lunedì.
Come giudica questo nuovo Consiglio Comunale?
Salta all’occhio immediatamente che in tutti gli schieramenti ci sono consiglieri comunali giovani e alla loro prima esperienza, come me. Questo credo che sia un fatto positivo, specie per la nostra città, dove ci ritroviamo sempre le stesse facce, che spesso cambiano anche schieramento politico tra una legislatura e l’altra. Proprio per questo sono convinto che queste proposte possano essere accolte: la nuova generazione conosce bene i problemi di oggi legati alla crisi e alla precarietà della vita ed è particolarmente sensibile ai tagli dei costi della politica. Non mi fa piacere però che il dibattito si fossilizzi spesso su teatrini e attacchi del tutto personali che sminuiscono l’immagine dell’istituzione, quindi di tutti quelli che ne fanno parte. Dovremmo essere in grado di discutere più delle nostre idee su come amministrare la città, che non su come debba essere o cosa debba pensare l’altro.
Oggi i nuovi assessori e i consiglieri di maggioranza prendono regolarmente il loro compenso, mentre nella scorsa legislatura svolgevano il compito gratuitamente. È un passo indietro?
Francamente penso sia giusto essere retribuiti, se si svolge correttamente il proprio compito istituzionale. Meglio un assessore che prende lo stipendio di un assessore che prende una tangente.

Daniele De Somma

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