Parte da Napoli il Flash mob per la creazione di un parco per le vittime di Beslan. La struttura nascerà in Via delle Repubbliche Marinare, a Barra

3 Settembre 2004: Nella scuola Numero 1 di Beslan, nell’Ossenzia del Nord (Repubblica autonoma della Federazione Russa), un gruppo di 32 ribelli, fondamentalisti islamici e separatisti ceceni, occupò l’edificio scolastico, sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini. Tre giorni dopo, l’irruzione delle forze speciali russe causò la morte di 334 persone, tra cui 186 bambini, ed oltre 700 feriti. La notizia sconvolse, e continua a sconvolgere il Mondo intero. A distanza di 8 anni dal terribile evento, Napoli non dimentica: Lunedì 3 Settembre, in piazza Plebiscito, alle ore 10, si è svolto “BeslaNapoli”, un flash mob, che, per la prima volta, ha unito nella solidarietà Napoli e Beslan. A promuovere l’evento, Ferdinando Maddaloni e Carmen Femiano, ideatori del progetto “Una videoteca per Beslan”. Il progetto, iniziato nel 2009, prevede la raccolta fondi, in Italia e nel resto del Mondo, per donare DVD di cartoni animati ai bambini, e, soprattutto, per contribuire alla ricostruzione del Museo della Storia, nella nuova scuola Numero 1 di Beslan. 186 palloncini bianchi sono stati lanciati in cielo in ricordo dei bimbi uccisi, mentre si scabeslanndivano ad alta voce i nomi di tutte le 334 vittime. Tanta la gente accorsa alla manifestazione; presenti, anche, il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, l’Assessore alla Cultura, Antonella di Nocera, il fondatore della compagnia “i Teatrini”, Luigi Marsano, accompagnato da trenta bambini degli Atelier Teatrali Territoriali del Teatro San Ferdinando, e l’Assessore alla Cultura del Comune di Casoria, Luisa Marro. Gli organizzatori hanno avanzato al sindaco De Magistris la richiesta di intitolare un giardino pubblico per l’infanzia agli “Angeli di Beslan”: Il Sindaco ha accettato con entusiasmo la proposta di Ferdinando Maddaloni. L’area è stata già individuata: ai bambini sarà intitolato il parco di Via delle Repubbliche Marinare, a Barra.
Dario Striano
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