Nuovi guai per il comandante Schettino. Accusato anche di omessa comunicazione dell’incidente alle autorità marittime. Spuntano altri morti


Omessa comunicazione alle autorità marittime dell’incidente contro gli scogli del Giglio: questa la nuova accusa per cui è indagato il comandante della nave Costa Concordia , Francesco Schettino. Gli è stata notificata contestualmente con gli avvisi di garanzia ai sette nuovi indagati di ieri.Anche se il comandante Francesco Schettino negava le corrette informazioni alla Capitaneria di porto e non prese subito la decisione di dare l’allarme generale e di attivare i soccorsi, il comandante in seconda Roberto Bosio sarebbe potuto intervenire al suo posto e, secondo precisi protocolli marittimi, operare per limitare i danni del naufragio e avvisare prima le autorità. Anche per questo la procura di Grosseto ha indagato per cooperazione in omicidio plurimo colposo Bosio e altri ufficiali in plancia. Nel frattempo sono riprese sulla nave Concordia le operazioni per il recupero di quattro degli otto corpi ritrovati ieri a bordo della nave naufragata davanti al Giglio. Dopo aver recuperato ieri il cadavere della piccola Dayana e di altre tre persone, i vigili del fuoco hanno dovuto interrompere le operazioni a causa del mare mosso. Oggi dunque torneranno nella pancia della Concordia per riportare in superficie i quattro cadaveri trovati nella tromba dell’ascensore al ponte 4. E i soccorritori non escludono che sotto di loro, o comunque sempre in quella zona della nave, potrebbero trovarsi altri corpi. Restano infatti ancora sette persone che mancano all’appello e che con ogni probabilità sono sepolte in fondo alla nave. Con le ricerche dei corpi a bordo della nave, sono sospese le operazioni di rimozione del carburante. Il pontone della Smit Neri uscirà comunque in mare in modo da poter riprendere a lavorare appena i vigili del fuoco avranno concluso il recupero delle vittime. «Non si può parlare di consolazione, ma ora che l’hanno ritrovata almeno avrò una tomba su cui piangere». Lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’ Susy Albertini, madre di Dayana Arlotti, la bimba di 5 anni il cui cadavere è stato trovato ieri all’isola del Giglio, ennesima vittima del naufragio della Costa Concordia avvenuto il mese scorso.
«Dayana – continua Susy – era una bambina allegra, vivace, sorrideva sempre. Una bambina serena, che catturava la simpatia di tutti. Per me era una principessa e così ho voluto darle il nome della principessa Diana d’Inghilterra. Ma volevo però in qualche modo distinguerla, volevo renderla ancora più speciale, visto che per me lo era tanto. E così ho pensato che la lettera y rendesse il nome più originale». E, come dichiara anche Giusy, indossava proprio un vestitino da principessa quella notte del naufragio : «Sì, perchè voleva metterlo la prima sera per la festa con il ballo. Era così felice di partire con il suo papà. Avevamo fatto la valigia insieme. E mi hanno detto che quella sera indossava quel vestitino».
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